Liberazione, il ricordo dei cittadini in Valgraziosa
CALCI. Celebrata solennemente la ricorrenza della Liberazione della Vallegraziosa. L’amministrazione comunale ha messo a punto l’evento con un passaggio nella memoria collettiva. Paziente e pieno di...
CALCI. Celebrata solennemente la ricorrenza della Liberazione della Vallegraziosa. L’amministrazione comunale ha messo a punto l’evento con un passaggio nella memoria collettiva. Paziente e pieno di significato il lavoro di ricostruzione storica dell’assessora Annachiara Galotta la quale si è affidata in particolare a Gianluca Fulvetti, direttore dell’istituto storico della Resistenza di Lucca. E’ stato quanto mai interessante nell’ incontro , a palazzo municipale, la narrazione dei tempi terribili che precedettero e seguirono la fine della guerra.
Il primo appuntamento in piazza Garibaldi con la cerimonia della deposizione di corone di alloro. L’omaggio, oltre al monumento dedicato ai caduti nei lager nazisti, ha spaziato alla cappella del cimitero della Propositura dedicata a chi ha perduto la vita per eventi bellici e poi al tempio di San Rocco di Montemagno, alla chiesa del Colle, al Cippo in località Il Pruno, sul Monte Serra ed infine al monumento presso l’oasi del Sacro Cuore nel ricordo dei sacerdoti caduti durante la seconda guerra mondiale. Dopo l’introduzione del sindaco, Massimiliano Ghimenti, hanno portato il saluto rappresentanti dell’associazione nazionale partigiani, dell’Aned e di altre realtà istituzionali. Gianluca Fulvetti ha parlato sul tema “Guerra ai civili e Resistenza”. Mario Pellegrini ha portato la sua testimonianza ed il ricordo dell’estate 1944, è seguito l’intervento di Chiara Attanasio la quale ha scritto, anche presentando la laurea, su un argomento che ha, a suo tempo, emozionato l’intera collettività: “Buttarono all’aria ponti”. In pratica messo in risalto il ruolo delle donne calcesane. Il sindaco emerito Bruno Possenti, infine, ha centratro la sua relazione “Dalla liberazione alla ricostruzione”, citando alcuni dei protagonisti. Il poeta Mario Pellegrini, “Il barbone” ha letto una lirica di sua composizione, in tema. Quindi il dibattito che ha ospitato, tra le altre, la testimonianza di Danilo Celandroni, che all’epoca aveva soltanto cinque anni.
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