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La lunga attesa dei tifosi, poi i cori anti Figc

La lunga attesa dei tifosi, poi i cori anti Figc

Scoramento e incredulità sono forti: «Vogliamo sapere esattamente cosa è successo»

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PISA. «Non dire gatto se non l’hai nel sacco» ha ripetuto più volte il saggio Giovanni Trapattoni in carriera, ed anche questa volta, senza volerlo, il vecchio mentore del calcio italiano si è ritrovato dalla parte della ragione. Quando è arrivata l’ufficialità del ripescaggio in favore del Vicenza Calcio, i tantissimi tifosi presenti sul piazzale antistante l’Arena Garibaldi non avevano neppure più la forza per contestare.

Troppo lunga l’attesa, troppo forte la passione che lega la città ai colori nerazzurri. Qualche coro contro la Figc alla fine si è anche levato, ma l’incredulità per il sogno della serie B sfuggita all’improvviso l’ha sicuramente fatta da padrone.

La giornata dell’attesa del ripescaggio era iniziata già dalla mattina, quando intorno alle 11,30 un piccolo capannello di tifosi si era ritrovato presso l’impianto nerazzurro. Poi l’ora di pranzo e l’ufficializzazione delle 14 come orario di apertura della riunione di Lega, aveva spostato la tensione per le vie della città.

Tra i turisti e il sole di fine settembre, al bar si è parlato spesso del Pisa e della cadetteria ormai data da tutti per certa. Con il passare delle ore poi l’Arena Garibaldi è tornata ad essere il punto di ritrovo scelto per l’attesa e dalle 14 e 30 qualche centinaio di supporter è stato accolto anche dal camioncino ristoro che ogni domenica fa da cornice alle partite del Pisa. Lì come al bar qualcuno parlava di serie B già in tasca, mentre altri tenevano la bocca chiusa per scaramanzia.

L’ora della verità pian piano si è avvicinata ed i tifosi hanno fatto nuovamente capannello intorno alle macchine lasciate aperte con la radio accesa sulle trasmissioni in diretta e sui siti internet che davano gli aggiornamenti, pronti alla festa ancora una volta sfiorata e rimandata.

Tra l’incredulità generale, non sono in molti a voler rilasciare interviste. «Ora vogliamo sapere che cosa è successo di preciso - dice Samuele Mancini -. Se è vero che il Pisa è stato condannato per un ritardo di cinque minuti nell’invio delle documentazioni necessarie oppure no». Lo scoramento è forte: «Comunque ora dobbiamo lottare sul campo - continua Mancini - anche perché domani (oggi per chi legge) inizia il campionato».

Carlo Palotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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