Italia
Sindacati, meno distacchi ma non tutti ci rinunciano
È il caso di Cinzia Ferrante, leader della Fp-Cisl, con 16 anni di attività all’attivo In questi giorni la sua organizzazione sta valutando se prenderla in carico
PISA. La scure del governo si abbatte sui sindacati. Con la riforma della pubblica amministrazione, dal 1° settembre scatta la riduzione del 50% delle prerogative sindacali nelle pubbliche amministrazioni, tra cui permessi e distacchi. Migliaia di sindacalisti torneranno, quindi, ad essere forza lavoro.
A Pisa, la manovra coinvolgerà numerosi sindacalisti. Tra questi Cinzia Ferrante, dipendente del comparto delle autonomie locali e segretario della Funzione pubblica della Cisl di Pisa dal 2012. La riforma scioglie come neve al sole i suoi 16 anni di attività sindacale, anche se è in valutazione la possibilità di permanenza in carico all'organizzazione sindacale. Sul lungo periodo, però, la riforma potrebbe incidere notevolmente sul suo impegno sindacale. Ferrante inizia la sua attività nel 1998 come rappresentante all'interno della sua azienda. Nel 2011 ottiene il distacco e pochi mesi dopo viene eletta segretario della Fp-Cisl. «Una carica – sottolinea – che presuppone un lavoro a tempo pieno».
«La riforma cambierà profondamente il modo di fare sindacato – dice Ferrante -, valorizzando soprattutto le strutture sindacali presenti nelle singole aziende (le Rsu, ndr). Saranno tempi difficili da gestire: con meno distacchi e libertà sindacali si avranno molti problemi, ma ciò ci darà anche la forza di riorganizzarci. La riforma aiuterà a ridurre la spesa pubblica, ma non è una riforma complessiva», capace di incidere sul funzionamento della Pa «e – continua Ferrante – non tiene conto che i lavoratori della Pa hanno stipendi bloccati da 5 anni. Se si vuole seriamente riformare il settore occorrono anche risorse».
Un risparmio per lo Stato, una limitazione dell'attività per le parti sociali. La “spending review” prevista dalla riforma, secondo i sindacati pisani, metterà in grave difficoltà l'attività di rappresentanza e i servizi che vengono elargiti agli iscritti. «Una decisione unilaterale – tuona Gianluca Federici, segretario generale della Cisl di Pisa, che perderà due rappresentanti –. Cercheremo di continuare a fare quello che abbiamo fatto fino ad oggi, ma daremo risposte adeguate al governo, perché non è possibile confrontarci con qualcuno che è sordo sotto tutti i punti di vista». Dello stesso avviso Renzo Rossi, segretario della Uil pisana (che non ha ancora ultimato i conteggi sulle “perdite”). «I permessi sindacali - sottolinea - rientrano nella contrattazione e non sono quindi costi aggiuntivi per lo Stato».
«In questo modo si alleggeriscono i contrappesi della democrazia – conclude Michele Orsi, della Fp-Cgil, che dovrà rinunciare ad almeno due rappresentati –. Sarebbe opportuno che i soldi risparmiati venissero reintegrati per il rinnovo dei contratti».
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