Il Tirreno

Pisa

«Troppo lieve la condanna per l’assassino di Vanessa»

La mamma delle ventenne lucchese uccisa da un operaio pisano condannato a 16 anni sarà ricevuta dalla presidente della Commissione Giustizia della Camera dei deputati

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PISA. La guerra è ancora aperta. Ma Maria Grazia Forli finalmente ha vinto la sua prima battaglia. Lei è la madre di Vanessa Simonini, la ventenne uccisa quasi cinque anni fa sul greto del Serchio, a Gallicano, dal pisano Simone Baroncini (all’epoca 36enne), il quale si era invaghito della ragazza, ma le cui avances lei aveva rifiutato, dovendo rimanere solo e soltanto un amico. La mamma della giovane, che da tempo ha intrapreso una crociata per ottenere la certezza della pena per il reato di omicidio volontario, a settembre sarà ricevuta e ascoltata, direttamente a Roma, da Donatella Ferranti, presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati.

L'annuncio dell'invito, spiega Maria Grazia, mamma coraggio, «mi è stato riportato da Raffaella Mariani, deputata originaria di San Romano Garfagnana, che mi è sempre stata vicina. L'idea iniziale era di promuovere un referendum sulla certezza della pena per l'omicidio volontario. Poi ho pensato di cominciare inviando una proposta di revisione della legge al ministero. Sono felice dell’invito e confido nel risultato dell'incontro».

La signora Forli racconta della sua lotta instancabile: «Mia figlia è stata uccisa due volte: la seconda dalla giustizia italiana che ha ridotto al suo assassino la pena iniziale di quarantacinque anni di detenzione a sedici, per effetto di un patteggiamento in primo e secondo grado, oltre che del riconoscimento delle attenuanti generiche». Un racconto, quello di Forli, fatto davanti a una gremita e silenziosa sala rosa del circolo dei Forestieri a Bagni di Lucca che ha ospitato mercoledì sera l'incontro organizzato dal Comune e dalla Pro loco dal titolo "Donna oggi: diritti negati, rischi e opportunità".

Condotta da Marco Innocenti, vice caporedattore del “Tirreno” che guida la redazione di Lucca, la serata è stata animata dagli interventi, oltre che della signora Forli, autrice anche di un romanzo sulla vita della figlia e sulla sua tragica fine ("Meraviglioso amore. Storia di V.", edito da Sidebook), di Ornella Fulvio e Angela Lopane, psicologhe e psicoterapeute.

La sentenza a sedici anni a carico di Baroncini fu confermata dalla Corte di Cassazione nel novembre del 2013. I giudici del “Palazzaccio”, dunque, non accolsero la richiesta avanzata a gran voce dalla mamma di Vanessa, Maria Grazia Forli (tutelata nel procedimento dall’avvocato Tiziana Bertani), di rivedere la concessione delle attenuanti all’omicida, riaprendo così le porte a una pena più dura.

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©RIPRODUZIONE RISERVATA

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