Furti su camper e auto colpiti decine di turisti
Dopo l’arresto dei tre rom i carabinieri ipotizzano l’esistenza di più bande Nell’auto dei fermati al posto del kit di pronto soccorso c’erano arnesi da scasso
PISA. È il flagello dell’estate che colpisce soprattutto i turisti. Auto e camper con targa straniera sono il bersaglio dei ladri che forzano portiere e spaccano finestrini per svuotare gli interni.
Ecatombe di furti. Nelle ultime settimane il conto del saccheggio quotidiano è arrivato a sommare 50 denunce tra carabinieri e questura. Uno stillicidio giornaliero che vede da un lato i mezzi parcheggiati in centro e a ridosso dei lungarni e dall’altro singoli o gruppetti che con scarsa fatica riescono a entrare e a ripulire. Una guerra persa nella quale ogni tanto qualche battaglia può essere vinta. Come è accaduto mercoledì.
Turisti in lacrime. Spesso è capitato di turisti che si sono presentati in lacrime in caserma o in questura dopo essere rimasti senza un euro e privati dei documenti per tornare a casa. I militari in più di una occasione hanno preso contatti con i consolati per agevolare almeno il rientro dei derubati.
I mezzi in sosta restano obiettivi vulnerabili. La recrudescenza del fenomeno ha fatto alzare il livello di guardia delle forze dell’ordine e i tre arresti di mercoledì pomeriggio sono una prima risposta.
Kit da ladro. Del resto non ci vuole una grande scienza criminale per forzare un camper o un’auto. Il kit del perfetto ladro è stato trovato anche sulla macchina dalla quale i tre rom sono scappati alla vista dei carabinieri. Sulla Opel Vectra station wagon, oltre a dieci trolley rubati poco prima su tre auto e un camper (tutti restituiti ai proprietari), i militari hanno trovato gli strumenti di lavoro dei tre amici in missione.
Cacciativi al posto dei cerotti. Nascosti in un vano sotto lo stereo c’erano alcuni attrezzi buoni per concludere effrazioni, mentre altri arnesi da scasso erano occultati nel vano adibito in origine al kit di pronto soccorso. Svuotato di garze e cerotti, ci avevano messo cacciaviti e martelli.
«È un duro colpo ai "topi d'auto" che nell'ultimo periodo hanno letteralmente "razziato" le vie di maggior afflusso turistico, inserito in una più ampia strategia di contrasto ai reati predatori, considerata prioritaria» è stato spiegato ieri nel corso della conferenza stampa al comando provinciale. Presenti il colonnello Angelo De Luca, il maggiore Stefano Bove della Compagnia, il tenente Andrea Barbieri del nucleo radiomobile e il vicesindaco, Paolo Ghezzi.
Gli arrestati. Furto aggravato in concorso è il reato contestato ai tre rom, età tra i 21 e 27 anni, tra i quali due fratelli, Emin e Rambo Ahmetovic. Il terzo è Jasmine Halilovic. Tutti vivono nelle villette di Coltano dove, però, solo uno ha il domicilio avendo un familiare ottenuto l’assegnazione della casa. Gli altri sono ospiti di parenti. Non lavorano e sono nullatenenti. Il sostituto procuratore di turno, Lydia Pagnini ha chiesto la convalida dell’arresto che sarà discussa domani in carcere nell’udienza davanti al gip Giulio Cesare Cipolletta. I tre sono assistiti dall’avvocato Marco Meoli.
I carabinieri ipotizzano l’esistenza di più bande specializzate negli assalti ai camper di turisti. «Si accaniscono sugli stranieri anche come strategia – è stato chiarito al Comando –. In tanti, infatti, dopo aver subito il furto non fanno denuncia e se ne vanno». Per una volta ci sono stati dei turisti che non se ne sono andati da Pisa segnati dall’esperienza di un furto subìto. Anzi, si ricorderanno di una vacanza “salvata” dai carabinieri che hanno ritrovato le loro valigie.
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