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L’artista si conferma un big folla in estasi per due ore
Il cantante francese, di origine spagnola, non delude e si concede ai fan per i selfie Sul palco Chao si esibisce anche avvolto nella bandiera della Palestina
MARINA DI PISA. Più di venti canzoni hanno fatto ballare per due ore oltre dodicimila persone. Questi i numeri della grande festa organizzata per martedì sera dall'associazione Metarock e animata dall'attesissima performance di Manu Chao. I primi spettatori giungono in piazza Viviani a Marina verso le 18. Le navette colme di gente iniziano ad arrivare in via Maiorca. Alle 19 tre gruppi reggae italiani aprono le danze: Mellow, Raphael e i Tamales de Chipil.
Lunghe code davanti ai bar della zona e ai luoghi di ristoro nell'area del concerto: una ghiotta occasione per gli esercenti.
Giovani e non in trepida attesa per il cantautore francese, di origini spagnole. Colpisce la varietà del pubblico: padri e figli, nipoti e zie, sessantenni e ventenni, fan sfegatati all'ennesimo concerto del talentuoso cantante e semplici appassionati delle tematiche delle sue canzoni.
Verso le 22 Jean Michel Gambeat (al basso), Madjid Fahemalla (alla chitarra) e Philippe Teboul (alla batteria) salgono sul palco e iniziano a suonare. La folla si scatena quando Manu Chao compare sul palco: pantaloni grigi alla zuava, berretto, camicia gialla sbottonata con dietro disegnati due grandi occhi. Con un'energia contagiosa urla "Ciao Pisa! Come stai?". Il pubblico si infiamma. Il concerto inizia con un lungo medley di canzoni dei primi due album, condito da frasi come "esperanza siempre" e "hasta la victoria".
"Clandestino", canzone di grande successo, è introdotta dal saluto all'amico Tonino Carotone, il cantautore spagnolo col quale ha collaborato in passato. "Tonino, è un mondo difficile, è vita incerta". È chiaro il riferimento alla celebre canzone "Me cago en el amor" (È un mondo difficile), ma soprattutto alla situazione politica attuale.
Durante l'intero concerto, infatti, sono numerosi i riferimenti alle guerre in corso. Saluta ancora il pubblico: «Ciao pisa, ciao Toscana». Dopo "Me Gustas Tu", Manu Chao rivolge un pensiero alle vittime del conflitto israelo-palestinese: "Che ore sono in Palestina?", "Viva la pace". Seguono altri brani noti al grande pubblico: "Bongo Bong", "La vida tombola", "L'aventura", "Lagrimas de oro", "Pinocchio", "Welcome to Tijuana", "Minha galera".
Verso le 23.30 una famiglia palestinese sale sul palco portando un'enorme bandiera. Gli spettatori urlano "Free Palestina!" e Manu Chao si avvolge nella bandiera stessa, che indosserà fino alla fine.
Il concerto si conclude poco dopo mezzanotte: il cantante si rifugia nel camerino e nel backstage si crea una coda di fan che sperano di incontrarlo. I commenti dei presenti sono entusiasti. L'esibizione dell'artista è giudicata come una delle migliori di sempre.
Dopo un'ora di attesa il cantante esce dal camerino e si presta molto volentieri a foto e autografi. Abbraccia i tanti fan e scambia parole con tutti. Non ci concede un'intervista, riusciamo solo a strappargli un sentito apprezzamento per la Toscana e Pisa. «Un nuovo album? Chissà!» ci risponde.
Alle domande dei giornalisti Chao preferisce il contatto diretto con i suoi sostenitori. E forse questo è il segreto del suo successo: non pubblica un album di inediti da sette anni eppure è riuscito ad attirare migliaia di persone da tutta Europa sul litorale pisano. Un risultato da grandi rockstar.
Sharon Braithwaite
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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