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Casa, rincari potenziali con la riforma del catasto

Casa, rincari potenziali con la riforma del catasto

Obiettivo della legge è ridurre il divario tra valore sulla carta e prezzo di mercato Ma l’assessore Serfogli assicura: «Nessuno aumento, decidiamo noi Tasi e Imu»

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PISA. La riforma del catasto è destinata ad avere pesanti ricadute sulle tasse che oggi si pagano sulla casa. Lo scopo della riforma è quello di diminuire l'attuale differenza tra il valore catastale di un immobile e il suo valore di mercato. La commissione finanze del Senato ha dato il via libera al primo decreto attuativo e fra qualche mese l'iter legislativo dovrebbe essere ultimato.

Nella classifica nazionale che prende in esame la percentuale che segna la differenza tra valore catastale e valore di mercato, di recente pubblicata dal Sole 24 Ore, Pisa si trova al 50° posto, una posizione di centro classifica rispetto al dato italiano.

Il valore catastale (medio della città) è di 127.343, mentre il prezzo di mercato è di 275.511. Il divario è del 116%, più del doppio.

Il nuovo valore catastale dovrà restringere questa forbice che oggi è ben oltre il 100%. Questa legge toccherà direttamente il portafogli dei pisani poiché sui valori catastali si basa il calcolo della Tasi e dell'Imu, ovvero le tasse che paghiamo sulla casa, prima o seconda che sia.

Ma un valore catastale riveduto di oltre il 100% significa che la tassa che oggi paghiamo sulla casa sarà raddoppiata?

Chi paga 200 pagherà 400, chi paga 400 pagherà 800 e così via? Abbiamo rivolto questa domanda ad Andrea Serfogli, assessore comunale al bilancio.

«No, posso rassicurare i cittadini che la riforma del catasto non comporterà una variazione della pressione fiscale», è la risposta rassicurante dell'amministratore che fa tirare un sospiro di sollievo ai cittadini già supertartassati.

Ma per quale motivo, la revisione dei valori catastali non si riflette sul calcolo della futura Tasi o dell'Imu?

«Per due ragioni» è la risposta di Andrea Serfogli ed ecco i motivi: «Primo perché Pisa è un Comune con una sua autonomia finanziaria, anzi versa qualcosa allo Stato da quanto riceve fra Tasi e Imu. E in secondo luogo, la legge delega fiscale prevede che nella fase iniziale non ci sia un aumento del gettito fiscale». Questione di tempo, prima di passare a eventuali rincari.

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