Oggi sarà consegnata la Carta del Coraggio
Si conclude la grande kermesse con la messa celebrata dal cardinale Bagnasco, presidente della Cei
PISA. Oggi si conclude il raduno Agesci. Il momento più importante sarà la celebrazione della santa messa da parte del cardinale Bagnasco, presidente della Cei, cui assisterà anche il presidente del consiglio Matteo Renzi accompagnato dalla moglie Agnese. In quest’occasione è prevista la consegna della Carta del Coraggio alle istituzioni politiche ed ecclesiali. Fino a ieri sera, gli scout hanno lavorato alla Carta dopo incontri e assemblee.
Diverse le curiosità intorno al raduno Agesci.
Il ministro Pinotti. Roberta Pinotti, ministro della Difesa, ha fatto visita venerdì sera ai 30.000 scout. Dopo un breve saluto con i Presidenti del Comitato nazionale, ha voluto incontrare i ragazzi tra le tende, intorno alla piazza del Coraggio. Roberta Pinotti ha espresso vivo piacere quando ha ricevuto il fazzolettone scout, ricordando il suo lungo passato scout.
Cena pisana. E venerdì sera, la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha cenato all’osteria “Sosta dei Cavalieri”, insieme all’ex ministro Maria Chiara Carrozza, e al deputato Paolo Fontanelli.
Scuola di cittadinanza. Sul raduno Agesci di San Rossore è intervenuto Edoardo Patriarca, presidente del Centro nazionale per il volontariato (Cnv), parlamentare e già presidente nazionale Agesci. «Una scuola di cittadinanza da cui il nostro Paese deve continuare ad imparare per ricominciare a crescere in tutte le sue dimensioni» ha affermato Edoardo Patriarca, il quale si appella al Paese perché guardi non solo agli aspetti «di colore» del raduno, ma sappia ascoltare le voci che vi provengono. «Lo scoutismo è uno degli ambiti di aggregazione che fanno bene all’Italia - ha aggiunto Patriarca - perché alleva e forma persone consapevoli, crea cittadini attivi, prepara i giovani a vivere una vita guidata da valori positivi sia nella sfera privata sia in quella pubblica e in particolare quando si assumono ruoli di responsabilità politica. I nostri simboli hanno molto da insegnare al Paese: la strada che abbiamo davanti è impegnativa e la dobbiamo percorrere con ottimismo e coraggio, nonostante tutte le difficoltà. In un momento nel quale la rabbia e la rassegnazione spesso sono i sentimenti socialmente più sentiti - è la conclusione -, è nostro compito alimentare la speranza».
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