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Sgombero allo studentato di Palazzo Feroci
Blitz della polizia interrompe l’occupazione. I sostenitori: «Era una soluzione alla mancanza di alloggi»
PISA. Sgomberato ieri mattina Palazzo Feroci, occupato da oltre un anno.
Per i sostenitori dell’occupazione Studentato occupato Autogestito, Spot e Collettivo Universitario Autonomo lo «studentato nell'ultimo anno e mezzo ha rappresentato una soluzione alla mancanza di alloggi e al caro affitti per decine di studenti e studentesse dell'ateneo pisano. Si tratta di uno sgombero vigliacco teso a cancellare le legittime soluzioni costruite dalle lotte che in queste stagioni hanno saputo indicare le contraddizioni al fondo dell'emergenza abitativa studentesca dilagante in città».
Secondo gli occupanti nulla di concreto è stato fatto dai vertici dell’Ateneo per porre rimedio a una situazione dalle proporzioni preoccupanti. A Pisa sono 3.020 gli studenti con un reddito familiare inferiore ai 19 mila euro e che hanno diritto a un posto alloggio per poter continuare gli studi.
Il Diritto allo Studio a Pisa però ha messo a disposizione solo 1523 posti letto nell'anno accademico 2013-14, escludendo dal beneficio pertanto quasi la metà degli aventi diritto. In tutta la città sono oltre 20 mila gli studenti fuori sede che necessitano di una casa, ostaggi di un mercato degli affitti dove i prezzi variano dai 250-350 euro al mese per una singola e oscilla fra i 180 e i 250 euro per una doppia.
« Il rubinetto delle risorse è tenuto ben stretto da chi orchestra le politiche di investimento delle grosse istituzioni cittadine: Università, Comune e Diritto allo studio – prosegue la nota –. Questi producono una scarsità che mira a valorizzare il patrimonio esistente nel verso di un arricchimento per pochi e della privazione di possibilità per i più».
L'esperienza dello studentato di via della Faggiola, Spot, occupato un anno e mezzo fa, il 16 aprile 2013 a seguito di un'assemblea d'ateneo ha dato casa a decine di studenti che diversamente non se la sarebbero potuta permettere, «ma è stato in primo luogo un laboratorio di organizzazione sociale contro l'impoverimento impegnato nel contrastare politiche pubbliche costruite contro di noi. Per questo, al Rettore Massimo Augello e al consiglio di amministrazione dell'Ateneo, facciamo presente di come non si siano affatto liberati della "patata bollente" di palazzo Feroci. Spot viene sgomberato ma non si esaurisce la spinta che ha prodotto un esperimento importante. Come per l'esperienza del Lucernario occupato della Sapienza di Roma, non sarà uno sgombero estivo a fermarci. Torneremo per organizzarci come sempre tra studenti e giovani di questa città, crescere e riprenderci le ricchezze, le possibilità e il futuro che ci volete negare».
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