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Eredità positiva del raduno: la fibra ottica
Ma dal Parco rassicurano: nessuno sbancamento, i cavi passano da una precedente cablatura
PISA. Gli scout del terzo millennio non fanno falò, dispensano a destra e a manca la fibra ottica, arrivano col torpedone, regalano quattro dromedari e usano muletti a motore, trapani e viti di acciaio per costruire "grandi strutture" di legno.
I calzoncini di velluto blu, la "promessa" attorno al collo e le camicie celesti, quelle sì, restano.
Un gruppo di boy scout che non canta attorno ad un falò sembra una contraddizione in termini, un temporale senza nuvole. Il falò glielo hanno impedito per motivi di sicurezza.
La fibra ottica è necessaria più del binocolo o degli specchietti per comunicare da una vetta all'altra. I dromedari sono un omaggio a quelli che popolavano il Parco di San Rossore già nel '600 e non sembra che il fenicottero rosa e la cicogna abbiano per ora dimostrato insofferenza a questo ritorno. Il cinghiale neppure.
Anche perché questi dromedari non vengono strappati a qualche popolazione berbera bensì sono nati e cresciuti in Italia. Gli scout terzo millennio però usano oltre alla fibra ottica (che verrà lasciata lautamente all'Ente Parco), il torpedone. Ben cinquecento bus li caricano e li scaricano al Parco. Alcuni sono arrivati in treno e si sono fatti la scarpinata dalla Stazione al Parco ma molti sono arrivati in bus. Eh no. Camminare, forse dovrebbero camminare di più.
«Ma è un anno che camminiamo – dicono dall'Agesci – abbiamo già fatto diversi campi in tutta Italia di avvicinamento a questo evento». Sarà. Ritornando alla fibra ottica, dal Parco fanno sapere che questa è stata fatta passare da precedenti spazi di cablatura.
Non un solo buco o vite sono stati aggiunti. Di viti e bulloni invece ne sono stati usati per le "grandi strutture" i cui pilastri di legno sono stati portati con muletti.
Troppi muletti, troppi trapani (come si vede nei video divulgati dalla stessa Agesci) forse appannano l'immagine degli scout che con due nodi fatti bene tiravano su una Tour Eiffel di legno. Le grandi strutture che sono state tirate su a San Rossore sono ovviamente non fisse e sono collocate all'inizio del viale di Cascine Nuove e rappresentano una sorta di porta di accoglienza. (c.v.)
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