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Un’esistenza ai margini ora si accusano a vicenda
PISA. Una vita ai margini. Una provenienza familiare problematica, un’esistenza fatta di espedienti. Balordi più che banditi, da anni in cura dal Sert. Gente che dorme dove capita e spesso alla...
PISA. Una vita ai margini. Una provenienza familiare problematica, un’esistenza fatta di espedienti. Balordi più che banditi, da anni in cura dal Sert. Gente che dorme dove capita e spesso alla stazione e che si arrangia con traffici di piccoli cabotaggio per mettere insieme quel poco che gli basta per tirare avanti. Fino al prossimo ingegno, poco pulito, per racimolare altri soldi.
La banda dei quattro nel racconto della polizia assomiglia più a un quartetto sgangherato, ma non per questo meno pericoloso, che a un gruppo di delinquenti con uno spessore criminale elevato.
«Sapevano che saremmo arrivati – sottolinea il capo della squadra mobile Rita Sverdigliozzi –. Quella di vivere alla stazione o senza una dimora fissa per loro è una scelta di vita».
Nico Possenti, Gianluca Caravelli, Francesco Di Lupo e la ventenne solo denunciata, si sono ritrovati in quella terra di mezzo abitata da borderline alimentata da scippi e furtarelli per tirare a campare.
Il salto di qualità in negativo con la rapina al tassista li ha sopraffatti. E ora, privi della stigma del criminale autentico, ognuno recita la parte che si addice a chi sa di averla combinata grossa e non vuole pagare per tutti. «Cercano di alleggerire la propria posizione scaricando le colpe maggiori sugli altri – spiega la dottoressa Sverdigliozzi –. I fatti sono, comunque, ormai accertati. Questi giovani hanno posto in essere un'azione tanto ignobile quanto violenta ai danni del malcapitato tassista che ha colpito di riflesso l'intera categoria, ponendo l'attenzione, in particolar modo a quanti lavorano di notte».(p.b.)
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