Il bilancio comunale trova l’opposizione di “Uniti per Calci”
«Non bastano la buona volontà e un ottimismo smodato per decidere dove e come investire le risorse pubbliche»
CALCI. «Non bastano la buona volontà e un ottimismo smodato per decidere dove e come investire le risorse pubbliche a disposizione del Comune. Per fare un buon bilancio occorrono soprattutto scelte coraggiose che questa nuova amministrazione, guidata da Ghimenti, non riesce a fare oppure non vuole fare». Uniti per Calci, con i quattro consiglieri comunali, ha bocciato il bilancio e ne spiega le motivazioni. Dice Paolo Lazzerini: «Non potevamo approvare un piano finanziario Geofor, che passa dai circa 880mila euro del 2010 agli oltre 1150 mila euro del 2014, nonostante la raccolta differenziata sia oltre il 70%, con un aggravio dei costi che cadrà interamente sui cittadini, i quali si troveranno a pagare il 20% in più rispetto al 2013. Nonostante le rassicurazioni del sindaco, che ha la delega al bilancio, non potevamo avallare un’operazione sulla tassazione locale che viene ... venduta come qualcosa di buono, rispetto alla realtà che è palesemente diversa. Siamo infatti tra i Comuni che adotterà un pressione fiscale tra le più esose».
Spiega Valter Mignani: «Calci avrà l’aliquota Irpef più alta dell’area pisana (0,8); le esenzioni applicate in questi anni ai redditi fino a 10mila euro hanno coinvolto solo un numero irrisorio di cittadini. Calci avrà un’aliquota Imu pari al 10,6 rispetto al 9,6 precedente, su tutte le seconde case, come se queste fossero beni di lusso, a discapito di chi le utilizza invece come prima casa (comodato d’uso tra padre a figlio o viceversa)».
Interviene Maila Mangini Poli: «Non potevamo votare un bilancio dove le spese correnti ammontano tutt’oggi a 6.557mila euro e in cui si annidano capitoli di spesa su cui tranquillamente operare. Non potevamo votare un piano triennale delle opere pubbliche così redatto. Non sono per nulla menzionati interventi per la messa in sicurezza a livello idrogeologico: pensiamo alla frana di Montemagno, alle opere sul reticolo idraulico a Val di Vico, San Lorenzo e La Baragaglia. Si continua a parlare da 5 anni dell’ampliamento del cimitero della Pieve per una somma pari a 1200 mila euro, senza arrivare mai a conclusione”. Giulio Messerini da forza al ragionamento dei colleghi: »Non si capisce che fine abbia fatto quel tanto atteso piano parcheggi in zona Certosa su cui sono già stati spesi tempo e risorse».
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