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Pisa

In tanti per l’addio a Giampaolo Testi, cantore di Pisa

di Marco Barabotti
In tanti per l’addio a Giampaolo Testi, cantore di Pisa

PISA. Una folla commossa ha partecipato ieri, nella chiesa di San Pio X in Gagno, ai funerali di Giampaolo Testi, scomparso venerdì scorso a 85 anni. Una cerimonia nella quale la grande commozione si...

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PISA. Una folla commossa ha partecipato ieri, nella chiesa di San Pio X in Gagno, ai funerali di Giampaolo Testi, scomparso venerdì scorso a 85 anni. Una cerimonia nella quale la grande commozione si è anche stemperata in ironia, per volontà dell'estinto che resterà negli annali come uno dei più fini poeti in vernacolo e uno degli ultimi grandi personaggi di quella Pisa che sta piano piano scomparendo.

Infatti, a un certo punto della funzione funebre celebrata da don Danilo Battaglini, l'ex assessore al Comune di Pisa Maria Paolo Ciccone ha letto una sorta di "discorso funebre", voluto espressamente da Giampaolo Testi, durante il quale l’ex assessore ha citato aneddoti del raffinato vernacolista, compreso l'incipit di un divertente volantino elettorale del giugno 1975, quando Giampaolo si presentò come candidato in consiglio comunale per il Partito Repubblicano.

Per il Comune di Pisa - Testi era stato a più riprese, oltre che consigliere a Palazzo Gambacorti anche consigliere di amministrazione del Teatro Verdi - c'erano l'assessore alla cultura Dario Danti e la vicepresidente del consiglio Mariachiara De Neri e alcuni vecchi compagni di lavoro (Giampaolo, da semplice funzionario dell'ex Istituto Autonomo Case Popolari, aveva salito tutti i gradini fino a diventare direttore).

Presenti, accanto ai tanti vernacolisti e amanti della lirica, anche l'editore Felici col quale Giampaolo aveva pubblicato alcuni libri (l'ultimo, dato recentemente alle stampe "La lirica in vernacolo… pisano" insieme a Simone Rossi, ha avuto un grande successo). Ma c'erano anche, oltre a molti amici, semplici conoscenti che l'hanno apprezzato attraverso le colonne del "Tirreno" per i suoi incisivi e folgoranti "Scuriosando per Pisa", articoli poi raccolti in due volumi di successo.

Del resto Giampaolo, con quel suo piglio "maniacale" di innamorato di Pisa, di cui conosceva bene la storia, aveva saputo rappresentare nei suoi scritti i pregi e soprattutto i difetti dei suoi concittadini, usando anche istrionismi e arte affabulatoria, neologismi e amenità, pur in un rigoroso excursus storico (soprattutto se c'erano riferimenti a un lontano passato).

Nonostante non fosse più un "bimbetto" (lui si considerava ancora così, soprattutto per il suo grande spirito che non l'ha mai abbandonato), aveva partecipato anche in tempi recenti alla promozione dei suoi lavori, avvalendosi della collaborazione del Crocchio Goliardi Spensierati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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