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Pisa

Museo delle navi terminati i lavori al primo lotto

Museo delle navi terminati i lavori al primo lotto

Prevista tra un anno e mezzo l’apertura dei primi padiglioni L’assessore Danti incontra il ministro per chiedere fondi

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PISA. Gli operai che tolgono le impalcature sono il segno esteriore del passo avanti che il museo delle navi antiche ha compiuto ieri verso l’apertura. L’annuncio del termine del primo lotto dei lavori è stato dato durante l’ultima tappa del tour che la commissione cultura del Comune ha effettuato nei maggiori siti d’interesse storico della città.

Arsenali medicei. Terminata la facciata e la copertura dei capannoni, il grosso dei lavori è stato fatto all’interno dove sono stati eliminati gli stalli che in un primo momento ospitavano i cavalli dei reggimenti militari e vennero poi trasformati in celle. Una testimonianza resterà solo in due delle numerose stanze laterali. Il processo di avvicinamento al traguardo del museo delle navi antiche prevede che il secondo lotto dei lavori venga messo a bando a settembre. Si punta all’apertura dei primi due padiglioni entro i primi mesi del 2016. Per completare il restauro degli arsenali medicei e gli allestimenti (nonché la ristrutturazione dell’adiacente convento di San Vito e del cortile interno) sono necessari ancora 7 milioni di euro: è questa la missione che oggi l’assessore alla cultura Dario Danti cercherà di portare a termine durante l’incontro con il ministro dei Beni Culturali Dario Franceshini.

Navi romane. Quando sarà pronto il museo, cosa metterci dentro è già stato deciso. Ma ieri è stata annunciata la fine degli scavi al sito di San Rossore: ciò che è stato ritrovato costituirà la base per uno dei musei archeologici più grandi d’Europa. Il conto delle navi romane di cui è stata identificata la presenza è arrivato a trenta, di cui nove intere tre delle quali portate a restauro completo. Gli scavi sarebbero potuti andare avanti ancora a lungo dato che il particolare sito archeologico alla spalle della stazione di San Rossore vedeva l’incrocio di due canali: in quel punto, durante le frequenti esondazioni del Serchio (che prima passava di là), si sono accumulati migliaia di reperti. Sono 8mila quelli ritrovati: dai barattoli di salsa di pesce alle spazzole fino a tutti gli utensili che si possono immaginare su una nave mercantile. In quella che è stata definita, non a caso, la Pompei del mare, l’ultimo ritrovamento ha portato in superficie il fondale di un’imbarcazione con centinaia di vasi ancora integri. Nei laboratori di restauro, che in questi anni hanno lavorato a pieno regime per ricomporre e donare nuova vita a reperti di migliaia di anni fa, è stata sviluppata anche un’originale formula per il trattamento del legno antico: una soluzione di acqua e cauramina che è diventata un riferimento per i restauratori di tutto il mondo. Due delle navi restaurate potrebbero essere esposte già fra un mese, per le altre sono necessari ancora sette – otto mesi per completare il processo di asciugatura. Il progetto museale è in stato avanzato: selezionati e inventariati i reperti per l’esposizione, allestite le didascalie, si attende solo il segnale per far compiere alle antiche signore del mare l’ultimo tragitto.

Luca Lunedì

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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