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«Causa degli allagamenti è una fossa intubata»
Monta la protesta a Filettole dove la gente è costretta a difendere le abitazioni dall’acqua con delle tavole, com’è accaduto la notte tra lunedì e martedì
FILETTOLE. Un tam tam che attraversa le case e passa di famiglia in famiglia, la pioggia battente e fuori la notte. La paura degli abitanti di via Marconi a Filettole inizia quando i temporali si intensificano, e il monte comincia a cedere. È accaduto in tre occasioni, dal 2013 all'ultimo episodio tra lunedì 21 e martedì 22 luglio scorsi, sempre nottetempo, quando il riposo è la regola.
«Avevo sentito la pioggia, ma non mi ero preoccupata più del dovuto - racconta la signora Annamaria Bonaguidi residente in via Marconi - a una certa ora sono andata a dormire». I temporali, infatti, fino a oltre la mezzanotte non sembravano minacciosi; solo intorno all'una e mezza del mattino sono diventati violenti. «Mi sono svegliata perché qualcuno del vicinato si è messo a suonare il clacson dell'auto avvertendo tutti gli altri - spiega la signora Bonaguidi - e mi sono alzata di scatto». Bonaguidi era andata di corsa a prendere una tavola di legno che come tante altre in altre abitazioni vengono poste all'esterno degli edifici, a protezione degli stessi per permettere all'acqua di incanalarsi sulla strada e impedirle così di entrare in casa. «Ero scalza, sono scivolata, la furia dell'acqua mi ha portato via la tavola - racconta ancora - se non fosse stato per questo l'acqua non sarebbe penetrata forse nel garage».
Fatica e disagio anche per la signora Del Pellegrino, madre dei fratelli Del Pellegrino, marmisti del laboratorio di via Marconi, Piero e Francesco. «In laboratorio nessuna infiltrazione - spiega Francesco - ma a casa di mia madre l'acqua è entrata dalla cucina ed è uscita dal salotto».
«40 centimetri di acqua», informa Piero, che si è svegliato per tempo lunedì notte e posto le tavole di protezione, salvando diverse abitazioni da sicure inondazioni. «Esisteva una fossa in cima al monte che raccoglieva le acque piovane - sostengono i fratelli Del Pellegrino - ma l'hanno intubata, cosicché i tubi si ostruiscono e le fogne rimangono vuote perché l'acqua che scende a valanga dal monte non fluisce come dovrebbe».
Stessa tesi quella della signora Bonaguidi che racconta dell'intervento salvifico di una sua vicina su un tombino: «Nel mezzo del caos la mia vicina ha avuto l'idea di stappare un tombino - dice - così l'acqua in effetti ha cominciato a defluire dentro perché le fogne erano vuote».
«Io abito in via Baracca - spiega Giuliano Bartalini - e l'acqua è arrivata fin qui: smettano i rimpalli e chi ha le responsabilità se le assuma, ma prima che ci scappi la disgrazia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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