«Sufficiente il numero di taxi all’aeroporto»
Cna e Cotapi replicano alle lamentele: «I problemi di sabato sera sono stati un caso isolato»
PISA. «Le licenze di taxi a Pisa sono 72, anche se un accordo con il Comune nel 2006 prevedeva di portarle a 75 (3 licenze per portatori di handicap). Il numero attuale, a parte emergenze particolari, permette un servizio efficiente». A parlare è Maurizio Bandecchi, responsabile pisano del sindacato trasporto Fita-Cna che riunisce una cinquantina di tassisti (oltre che il maggior radio taxi di Pisa, la Cotapi). La questione del numero dei mezzi in circolazione in città è uscita nuovamente alla ribalta dopo i disagi di sabato scorso al Galilei, con decine di passeggeri appena sbarcati alla ricerca disperata di un taxi. «E’ bene subito chiarire che il settore taxi non rientra tra quelli soggetti a liberalizzazione - dice ancora Bandecchi - in quanto considerato servizio pubblico, quindi con numeri contingentati e tariffe non libere. A Pisa il numero dei mezzi è stabilito dal Comune, così come turni e tariffe. Non a caso un ricorso al Tar per togliere alcuni vincoli di turno alle singole licenze era stato prima accolto, ma poi respinto dal Consiglio di Stato che ha restituito il potere di regolamentare ai Comuni».
Nella fascia oraria dalle 1 alle 5 di notte le macchine in servizio obbligatorio sono almeno cinque. «Considerando che l’ultimo aereo atterra intorno alla mezzanotte e gli ultimi treni sono intorno alle una, e che in caso di ritardi è possibile la permanenza delle vetture del turno precedente, il numero è sufficiente», riprende Bandecchi. «E’ ovvio poi che in casi eccezionali, come l’altra sera al Galilei, con il concerto di Bocelli e molti voli extra, possano crearsi inconvenienti».
Un modo per aumentare il servizio, mantenendo le attuali licenze, è quello già adottato delle doppie guide. Spiega Claudio Sbrana, presidente del consorzio taxi Cotapi: «Con la doppia guida ogni mezzo avrebbe una copertura teoricamente raddoppiata; per ora ad applicarla sono poco meno della metà delle vetture, ma bisogna pensare che anche per i taxi ci sono i periodi di magra come i mesi invernali. Ma se i problemi sono limitati ad un giorno o due l’anno vuol dire che l’offerta è adeguata». In casi come quello del Galilei, gli utenti invocano il nuovo sistema di prenotazione “Uber”, l’applicazione per smartphone che aveva scatenato lo sciopero dei tassisti a Milano nei mesi scorsi.
Daniele Benvenuti
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