Il Tirreno

Pisa

Multe per 6,5 milioni di euro pagano pendolari e turisti

di Gianluca Campanella

Ricerca del Sole 24 Ore: i cittadini patentati hanno una quota media tra le più alte Il Comune: «Calcolo impreciso, l’87% dei provvedimenti colpisce i non residenti»

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PISA. Pisa è ottava in Italia per multe pro capite, cioè per cifra pagata dai cittadini: lo dice un’elaborazione del Sole 24 Ore che calcola 112,70 euro per ogni patentato residente in città. Subito arriva una nota del Comune che precisa: i pisani pagano 14,65 euro a testa. Chi ha ragione? Tutti e due, e vediamo perché. Il quotidiano economico prima ha preso i dati del ministero dell’Economia sull’incasso per multe nel 2013 dei 108 comuni capoluogo: per Pisa sono entrati a bilancio 6.520.303 euro. Ancora, ha preso dal ministero delle Infrastrutture il numero dei patentati: in città ci sono 57.855 titolari di permesso alla guida. Infine ha fatto la divisione che dà come risultato proprio quel 112,70 euro a patentato. In Toscana solo Firenze fa peggio, con 145,40 euro pro capite (seconda assoluta dietro Milano).

Conti comunali. Se però si vanno a scorporare i dati complessivi, si scopre che l’anno scorso sono state elevate circa 150mila sanzioni a Pisa: 19mila sono a carico di residenti (13% del totale), 81mila a italiani che risiedono in altri comuni (54%) e 50mila circa a stranieri (33%). Il dato è della polizia municipale. Nella semplificazione secondo cui pisani, extra-residenti e stranieri abbiano pagato in media grosso modo lo stesso, il Comune allora calcola in 850mila euro (il 13% dei sei milioni e mezzo complessivi) la cifra sostenuta dai cittadini. Che, divisa per i patentati, scende a 14,65 euro a testa: questa statistica porterebbe Pisa al 100° posto tondo in classifica. A questo punto due osservazioni: in primo luogo va detto che un ragionamento analogo potrebbero farlo anche tante altre città a vocazione turistica e si entrerebbe in un ginepraio in cui ognuno prova a dimostrare che è più o meno tartassato, secondo convenienza.

Pendolari e turisti. L’assessore al bilancio Andrea Serfogli evidenzia infatti che Pisa è anche una città di servizi, quindi ha una sorta di handicap in più. In pratica, è sicuro che le 50mila contravvenzioni comminate agli stranieri siano dovute al turismo (cioè alle ztl violate da mezzi non autorizzati); ma le altre 81mila a carico dei non residenti italiani non sono un trucco o una scelta politica «dell’amministrazione comunale, bensì conseguenza delle note caratteristiche metropolitane della città che, con i servizi ad altissima specializzazione, come quelli sanitari, le università e i centri di ricerca di livello nazionale, attraggono un numero elevatissimo di pendolari».

Multe in calo. Seconda osservazione, questa comune a tutti gli enti locali: il calo delle multe. In città il gettito proveniente dalle sanzioni diminuisce da 9,4 milioni del 2011 a 6,5 dell’anno scorso. E la tendenza è all’ulteriore diminuzione anche nel 2014, visto che fino a giugno sono stati incassati 2,5 milioni. «Non è che i controlli si siano fatti improvvisamente più blandi o sia diminuita la capacità di riscossione di Sepi, che rimane tra le più elevate d’Italia - spiega Serfogli - ma è la conseguenza di fenomeni nazionali che fanno sentire i suoi effetti anche a livello locale». Con la crisi economica, infatti, il traffico privato in Italia è calato del 16,1% dal 2008 a oggi e del 4,1% nel solo 2013 rispetto all’anno prima. Gli effetti sono logici: con meno auto in circolazione sono diminuite anche le infrazioni. Se in Toscana si guardano i valori assoluti e non quelli pro capite, le cose non cambiano: Firenze resta prima con oltre 34 milioni incassati nel 2013 e Pisa seconda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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