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Aeroporti, il Pd vuole la parità «Un pisano nel cda di Firenze»

di Francesco Loi
Aeroporti, il Pd vuole la parità «Un pisano nel cda di Firenze»

Carmine Zappacosta: «La Regione dia questo segnale nell’ottica della fusione tra scali» I democratici si confrontano dopo l’ok al Pit, ma si avvertono ancora gli effetti della battaglia

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PISA. Punto primo: la nuova pista di Peretola non sarà lunga più di 2.000 metri, almeno per la Regione. Punto secondo: i soldi che la Regione incassa da Corporacion America per la vendita delle azioni Sat saranno reinvestiti su Pisa. «E’ quanto aveva votato la direzione toscana del Pd, al di là delle fobie su possibili sgambetti che si erano scatenate in qualcuno», dice Carmine Zappacosta, responsabile regionale dei democratici per infrastrutture e trasporti. E, soprattutto, estensore del documento votato a fine maggio (in primis dal governatore Rossi) con gli impegni sulla vicenda dell’aeroporto e su come scongiurare rischi di concorrenza tra Galilei e Vespucci.

Guardia alta. Il giorno dopo il voto del consiglio regionale sul Pit (con pista di 2 km) e delle dichiarazioni di Enrico Rossi a favore di investimenti su Pisa, in città si comincia a tirare un primo bilancio di quanto successo. E così le questioni aeroportuali si intrecciano inevitabilmente con quelle dei rapporti dentro il Pd, che cerca di uscire in qualche modo dalle tensioni tra vecchia guardia e renziani, tra sostenitori e oppositori di Rossi. «Sono soddisfatto per l’approvazione del Pit, che è un punto di arrivo, ma anche di partenza - riprende Zappacosta -. So bene che occorre tenere alta la guardia per evitare qualsiasi forzatura da parte di chi deve dare pareri tecnici senza andare oltre le sue competenze». Il riferimento, evidente, è all’Enac e all’ipotesi che ancora circola su una pista a Peretola di 2.400 metri nonostante il Pit. In una nota, ieri l’Enac ha sottolineato di «non aver espresso la propria valutazione in merito alla lunghezza della pista dell’aeroporto di Firenze».

Un pisano in Adf. In questo si inserisce un altro proposito pisano. Nell’ottica della fusione tra società degli aeroporti (Sat più Adf) l’idea è quella di un “mescolamento” di rappresentanze nei rispettivi cda. Il capoluogo sar comunque dentro la Sat dopo che Corporacion ha candidato Vasco Galgani, ex presidente della Camera di Commercio di Firenze. Pisa intende fare altrettanto con un proprio rappresentante in Adf. In che modo? Nel cda c’è una casella per un esponente (tecnico) della Regione: lì ci sono margini di manovra. Si pensa ad un pisano (o pisana)-renziano(a), giovane, fuori dal giro dei soliti noti. «Mi aspetto coerenza da parte della Regione», dice Zappacosta, in pratica confermando lo scenario.

I cocci della battaglia. C’è poi, e non è secondario, il fronte interno democratico. «Auspico che si superino i cocci di questa battaglia». Fontanelli e Filippeschi contro Rossi è la punta dell’iceberg. «Riportiamo la discussione dentro il partito, ad ogni livello territoriale». Si muovono già in questo senso i presidenti dell’assemblea comunale Pd, Stefano Antonelli, e della direzione comunale, Sandro Gallo. Si muove il nuovo fronte renziano. E si discute anche della posizione di Rossi, la cui candidatura-bis a governatore resta in bilico. «Vorrei capire - s’interroga l’ex consigliere comunale pisano - se tra coloro che hanno condotto la battaglia per gli aeroporti si sia creata un progettualità politica alternativa al governo regionale». E la posizione di Zappacosta? «Mi colloco all’interno di chi lega tutto al giudizio su quanto fatto» da Rossi.

Il ruolo di Pisa. Ma i messaggi principali sono soprattutto altri e toccano anche il sindaco. «Pisa deve recuperare una capacità progettuale, una lungimiranza culturale e politica, così come ha fatto anche in tempi passati recenti. Torniamo al mondo della dialettica politica e non delle diatribe», affonda Zappacosta. E ancora: «Da pisano, oltre a chiedere attenzione, comincerei a riflettere su come rilanciare un progetto Pisa all’interno delle politiche toscane. Bisogna entrare nello specifico. E capire gli indirizzi strategici da dare ora all’area metropolitana pisana, nel contesto della costa e dell’intera regione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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