Il Tirreno

Pisa

Canone di 35mila euro per appartamenti che sono vuoti da anni

di Danilo Renzullo
Canone di 35mila euro per appartamenti che sono vuoti da anni

Tanto paga l’Azienda edilizia sociale per l’ex residenza turistica che dovrà ospitare famiglie sfrattate e studenti universitari

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PISA. Trentacinquemila euro di affitto per un immobile vuoto. Da struttura turistico-ricettiva privata mai diventata tale, Villa Madrè - complesso immobiliare realizzato nel 2009 tra viale delle Cascine e l’Aurelia - è ora una speranza: quella di trasformarsi in residenza studentesca, oltre che in una soluzione per l’emergenza abitativa. Intanto Villa Madrè è soprattutto un costo. Dallo scorso maggio l’Apes (Azienda pisana per l’edilizia sociale) paga un affitto di 35mila euro trimestrali (140mila annui) a Condotte Immobiliare, società proprietaria della struttura (uno dei gruppi che partecipa alla costruzione del People Mover). La struttura è destinata ad ospitare famiglie in emergenza abitativa, nuclei familiari inseriti nella graduatoria dell’Agenzia Casa - lo strumento del Comune per la cosiddetta “fascia grigia”, famiglie che hanno un reddito troppo alto per accedere all’edilizia popolare e troppo basso per sostenere affitti del mercato privato - e studenti universitari, grazie a un accordo con l’Ardsu, l’azienda regionale per il diritto allo studio universitario, che dovrebbe prendere in affitto, per un periodo di quattro anni, parte della struttura con un canone annuo di circa 70mila euro.

Complesso vuoto. Villa Madrè si compone di 28 mini-appartamenti, bilocali e monolocali: 18, secondo le prime intenzioni, da destinare agli studenti e il restante all’Agenzia Casa. Il complesso, alle porte della tenuta di San Rossore, resta però vuoto, nonostante il contratto di affitto e la prima quota di canone versata. Secondo l’assessore alla casa Ylenia Zambito tutto è dovuto a ritardi ed intoppi tecnici, risolvibili nel giro di pochissimi giorni. Non è dello stesso avviso Ciccio Auletta, capogruppo di Una città in comune-Prc, dopo la seduta della seconda commissione di controllo e garanzia di lunedì scorso dove Lorenzo Bani e Giorgio Federici, rispettivamente presidente e direttore di Apes, hanno fatto il punto sull’operazione Villa Madrè. «Il Comune ne autorizzò la costruzione con finalità ricettivo-turistiche - ricostruisce Auletta -. Operazione che si è rivelata fallimentare, tanto che la struttura è sempre rimasta vuota. Nell’ottobre scorso il consiglio comunale approvò una modifica al regolamento dell’Agenzia Casa per prevedere la possibilità di includere nella lista degli immobili anche strutture ricettive. Una delibera ad hoc, quindi, per siglare il contratto di affitto tra Apes e Condotte Immobiliare», stipulato poi lo scorso maggio.

Tanti rifiuti. Quasi tutte le famiglie inserite nella graduatoria dell’Agenzia Casa hanno rifiutato Villa Madrè. Il motivo? «Perché gli appartamenti sono troppo piccoli (circa 40 metri quadri) e l’affitto esoso (circa 400 euro mensili)», continua Auletta. Cambiano quindi le destinazioni degli appartamenti: 16 vengono riservati agli studenti, 2-3 all’Agenzia Casa e il restante per l’emergenza abitativa. «Mancano però i protocolli con Ardsu e Società della Salute per fare andare in porto il progetto, ma si stipula comunque il contratto con il privato e Apes, in piena emergenza abitativa, spende 35mila euro per mantenere vuota la struttura. Risulta incredibile - conclude Auletta - il cattivo uso del denaro pubblico». Anche il Movimento 5 Stelle va all’attacco: «Agenzia Casa sta pagando 140mila euro ad una società immobiliare per tenere vuoti degli appartamenti che la società stessa faceva fatica a smaltire sul mercato», sottolinea Valeria Antoni, capogruppo M5S.

Gli sviluppi. Villa Madrè è dunque per ora solo un costo, ma secondo l’assessore Zambito alla fine i conti torneranno. «I tempi tecnici dell’Ardsu si sono allungati - spiega - e ciò ha rallentato tutto il percorso». Ieri pomeriggio, il Diritto allo studio ha confermato l’intesa con Apes, mentre oggi la commissione territoriale sull’emergenza abitativa dovrebbe discutere la graduatoria e valutare i nuclei familiari ai quali è possibile assegnare un appartamento a Villa Madrè. Al termine del percorso burocratico, 16 alloggi andranno all’Ardsu, 6 saranno destinati all’emergenza abitativa ed altri 6 all’Agenzia Casa (di cui 3 già assegnati). «È un percorso innovativo di collaborazione per cercare di alleviare l’emergenza abitativa - conclude l’assessore Zambito - e a costo zero per l’amministrazione comunale». Oltre alla quota dell’Ardsu, gli altri costi saranno coperti dal fondo per l’emergenza abitativa e dalle quote di affitto versate dai nuclei familiari nell’ambito dell’Agenzia Casa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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