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Persino le malattie intestinali aggravano la crisi economica
Alla scuola S. Anna affrontato il tema della sostenibilità finanziaria delle cure Il professor Turchetti: «Ormai sono diventate patologie sociali, costano troppo»
PISA. Si configurano come malattie sociali, hanno una incidenza stimata in Italia fra 10 e 15 casi su 100mila abitanti in Italia, l'impatto economico e conseguente il "costo sociale" sono considerati rilevanti e, talvolta, possono essere diagnosticate in ritardo, comportando la progressione verso forme più gravi, con ripercussioni anche sulla qualità della vita: sono le "malattie infiammatorie croniche intestinali" (Mici) che includono in maniera prevalente la malattia di Crohn e la colite ulcerosa e alle quali è stata dedicata di recente una giornata di studio alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, introdotta dal professore di economia e management Giuseppe Turchetti e organizzata dal prof. Santino Marchi e dal dott. Francesco Costa dell'Azienda ospedaliero universitaria pisana, con la partecipazione dell'on. Federico Gelli della commissione affari sociali della Camera dei deputati.
Durante l'incontro - a cui hanno partecipato medici, farmacisti, economisti, dirigenti sanitari toscani e rappresentanti delle associazioni di pazienti - sono stati affrontati temi come la sostenibilità finanziaria delle cure, la necessità di adottare un piano diagnostico terapeutico e assistenziale condiviso e integrato tra le diverse figure che si occupano di queste patologie, mentre il prof. Giuseppe Turchetti si è concentrato sul "costo sociale"delle malattie infiammatorie croniche intestinali. Il prof. Turchetti ha sottolineato come queste siano ormai considerate "malattie sociali", di grande impatto economico, il cui costo raggiunge valori rilevanti. Per la prima volta in Toscana sono stati poi presentati i dati sul censimento delle strutture sanitarie e sulla qualità della cura e assistenza offerte alle persone affette da queste malattie, evidenziando l'estrema frammentazione organizzativa dei servizi sanitari regionali con punte di eccellenza affiancate a realtà non completamente idonee per la gestione soprattutto dei casi più complessi. La discussione ha fatto emergere in modo chiaro come una corretta valutazione di queste malattie non possa essere realizzata senza il confronto tra realtà e con una integrazione di competenze multidisciplinari.
Durante l'incontro, l'associazione "Amici onlus" ha richiesto agli organismi politici e amministrativi di fornire sostegno alla ricerca promuovendo la conoscenza di queste malattie, di adeguare e di diffondere le strutture sanitarie di riferimento implementando le attrezzature dei reparti degli ambulatori e degli organici; inoltre è apparsa urgente, secondo "Amici onlus", l'erogazione di finanziamenti idonei alle necessità dei malati e delle famiglie, per ridurre al minimo i disagi, riconoscendo da un lato gli effetti invalidanti delle malattie e, dall'altro, preservando la tutela del posto di lavoro del paziente.
«La necessità di definire un percorso per le malattie infiammatorie croniche intestinali - ha commentato il prof. Giuseppe Turchetti - è apparsa un'esigenza fondamentale anche alla luce dei recenti progressi osservati nella diagnosi e soprattutto nella terapia. La rivisitazione completa dei “livelli essenziali di assistenza”per tali patologie che si fondi sull'applicazione rigida delle principali linee guida è indispensabile non soltanto per garantire ai pazienti cure più veloci ed efficaci, ma anche per gestire in maniera corretta le patologie fin dalle prime fasi».
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