Il presidio
Trentamila persone sui lungarni: funziona l’edizione in notturna
MARCO BARABOTTI. La notturna funziona: porta tante gente sui lungarni. Quest'anno si calcola fossero in 30mila. Una sfilata ordinata, ancora ricca di fascino, aperta da quella dei bambini che hanno...
MARCO BARABOTTI. La notturna funziona: porta tante gente sui lungarni. Quest'anno si calcola fossero in 30mila. Una sfilata ordinata, ancora ricca di fascino, aperta da quella dei bambini che hanno portato ancora una volta freschezza al Gioco, sciamando sotto un sole che dava brillantezza al loro entusiasmo: una consuetudine che ormai si accompagna un po' a tutte le manifestazioni del Giugno Pisano, per rinverdirne i ranghi. Ciò funziona, eccome.
È bastato l'epico combattimento tra Sant'Antonio e San Francesco per accendere, come non accadeva da tanti anni, la contesa tra Mezzogiorno e Tramontana: 22 minuti e 33' di un tira e molla che ha risuscitato lo spirito di un tempo e la tempra di combattenti di razza e di capitani indomiti (sull'altare è finito anche il condottiero perdente Antonio Pucciarelli). Non ho mai avuto simpatia per le superpotenze, ma la squadra del San Michele ha qualcosa di speciale, da levarsi tanto di cappello: fa cultura del Gioco e della pisanità tutto l'anno come nessun'altra magistratura e riesce a radicarla anche nel quartiere. Il mito dell'imbattibilità se si accompagna alla civiltà delle tradizioni e non ha matrici di violenza è un orgoglio pulito che fa bene al Gioco.
Fa male invece un invadente verticismo di chi comanda la manifestazione: tant'è che due consiglieri anziani di prestigio (il "principe della pisanità" Francesco Capecchi e lo scrittore Sergio Costanzo) hanno annunciato le dimissioni alla vigilia del Gioco e altri potrebbero farlo in questi giorni. Come dire: serve una democrazia vera, se c'è un organismo come il Consiglio degli Anziani va fatto funzionare davvero e non essere un ratificatore di scelte fatte a priori ("e male", dicono i dissidenti). Ma quando vedo questo lungarno "ampio, magnifico ridente e gaio", come lo definì Leopardi, il cuore si sente riavere. E allora il celeste cielo serale e notturno che si combina con il rosso pisano – i colori delle due parti – ha dato una luce magica ai combattimenti, dopo averne esaltato una splendida sfilata. Così le polemiche si sono sciolte, almeno per una notte, sotto una Luna quasi Nera, rigenerante.
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