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Scuola: controlli nel Pisano, decine di minori non ci vanno

Scuola: controlli nel Pisano, decine di minori non ci vanno

Raffica di denunce dei carabinieri a carico dei genitori, soprattutto rom

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PISA. La dispersione scolastica è spesso sinonimo di degrado sociale e una porta d'accesso verso bullismo, uso di droghe e le più disparate forme di microcriminalità che trovano spesso linfa vitale da minorenni che vengono sottratti al mondo della scuola. Pisa non fa eccezione e la presenza dei campi nomadi esistenti ai margini della città costituisce un fattore di rischio aggiuntivo che sul territorio incide significativamente. È quanto emerso da una serie di mirati servizi disposti dai carabinieri durante l'anno scolastico appena concluso.

«I casi di maggiore rilievo - spiega una nota dell'Arma - sono emersi a Pisa, dove la compagnia guidata dal maggiore Stefano Bove ha denunciato 55 persone, tutti genitori o esercenti la patria potestà di minori domiciliati negli insediamenti rom di Riglione e San Piero a Grado, perché non inviavano i loro figli a scuola violando l'obbligo di istruzione elementare dei minori. Sono stati anche attivati i servizi sociali. Altri casi sono emersi a Pontedera, Navacchio e Ponsacco (6 persone denunciate) e approfondimenti sono in corso a Bientina. Negli istituti dell'area sanminiatese e' stata accertata la dispersione scolastica di 12 minori, di cui 3 italiani e 9 stranieri, con accertamenti ancora in corso nei confronti dei genitori. Un caso a Riparbella, dove sono stati denunciati due coniugi marocchini che non mandavano i loro due figli di 6 e 8 anni a scuola».

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