Ipotesi di guasto elettrico sull’intercity della paura
Il convoglio ora si trova allo scalo merci di Campaldo tra via Pietrasantina e l’Aurelia Sopralluogo del prefetto con vigili del fuoco e Polfer: «Macchina dei soccorsi perfetta»
PISA. Nell’aria l’odore di bruciato si sente ancora un po’. L’intercity 522 Napoli-Sestri Levante che venerdì intorno alle 23,30 ha preso fuoco nel tratto della linea tra Pisa e Viareggio, una volta spente le fiamme e messo in sicurezza, è stato spostato all’interno dello scalo merci di Campaldo. Siamo alle porte della città e del quartiere Porta Nuova. La stazione di Pisa San Rossore non è lontana.
Alla zona di Campaldo si accede da via Pietrasantina: oltre i capannoni industriali scorre l’Aurelia, in mezzo lo scalo merci pubblico di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana), un servizio per le aziende che vogliono trasportare merci o riceverne utilizzando il treno. Lo spostamento del convoglio ha permesso di riaprire la circolazione ferroviaria lungo la linea tirrenica da Pisa a Genova che è rimasta interrotta per tutta la notte e nel primo mattino provocando ritardi e interruzioni.
L’intercity 522 sta adagiato sul quinto binario. La penultima carrozza, quella nella quale è partito l’incendio, porta ancora, e non potrebbe essere altrimenti, i segni evidentissimi della furia delle fiamme. Anche l’ultima carrozza, nella parte collegata al vagone precedente, è stata colpita e danneggiata.
La strada che conduce alla zona merci è chiusa da un cancello. Una pattuglia di carabinieri è fissa di fronte, mentre il Prefetto, con i vigili del fuoco e la Polfer, effettua un sopralluogo. «L’ipotesi principale è quella di un guasto elettrico», confermano. Dopo oltre un’ora dal termine del sopralluogo, le Ferrovie autorizzano l’ingresso dal cancello preceduto da un grande cartello che segnala il divieto di accesso.
Dalla strada non si scorge niente, bisogna andare avanti per circa un chilometro e svoltare a sinistra. Il 522 Napoli-Sestri Levante è come protetto da qualche fila di treni che attendono di essere sistemati. Il binario 5 è centrale e il traffico di treni avviene solo sui due binari che corrono sul lato opposto. Passa un convoglio a tutta velocità, fischia.
La vista dell’intercity, con i vetri rotti, le bruciature, gli altri danni, fa capire anche alla luce del sole la paura dei viaggiatori che si sono trovati a fronteggiare lo spaventoso imprevisto, anche se a conti fatti, a parte qualche intossicato lieve e molti disagi, tutto è andato per il meglio.
Alla fine del sopralluogo, al fianco del comandante dei vigili del fuoco Marco Frezza e al vicecomandante della Polfer Giuseppe Caiazza, il prefetto Tagliente ha voluto ringraziare la macchina dei soccorsi «per la tempestività dell’intervento» ed elogiato «la condotta di Ferrovie e personale viaggiante del treno che ha agito con abilità mettendo subito in sicurezza tutti i viaggiatori».
«Di fronte a un problema potenzialmente gravissimo - ha concluso Tagliente - la risposta della macchina dei soccorsi è stata perfetta e in pochi minuti è stata garantita assistenza e competenza: il sindaco di Vecchiano aveva anche già approntato un centro di accoglienza di cui per fortuna non c’è stato bisogno».
I viaggiatori scesi dal treno erano stati radunati sia in una piazzola lungo l’Aurelia che nei pressi del casello autostradale di Migliarino. Il sindaco di Vecchiano, Giancarlo Lunardi, è accorso subito sul luogo dell’incidente attivandosi per far avere alle persone (soprattutto pendolari e turisti stranieri) la prima assistenza e un’ampia scorta di acqua.
Il giorno dopo, a qualche chilometro di distanza, il treno della paura è fermo e seminascosto. Anche sotto il sole spaventa ancora.
Francesco Loi
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