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Bolzaneto e la notte di tortura narrati dal giudice Settembre

PISA. Domani alle 9,15 ci sarà alla Scuola Superiore Sant’Anna (piazza dei Martiri 33) la presentazione del libro “Gridavano e piangevano. La tortura in Italia: ciò che ci insegna Bolzaneto” di...

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PISA. Domani alle 9,15 ci sarà alla Scuola Superiore Sant’Anna (piazza dei Martiri 33) la presentazione del libro “Gridavano e piangevano. La tortura in Italia: ciò che ci insegna Bolzaneto” di Roberto Settembre (Einaudi, 2014). L’autore, che sarà presente, è stato giudice a latere della Corte d’Appello nel processo a 43 pubblici ufficiali per i fatti drammatici accaduti nella caserma di Genova durante il G8 tra il 20 e il 23 luglio 2001, nonché estensore della sentenza da poco resa definitiva dalla Cassazione.

Settembre propone quindi una narrazione con un punto di vista particolarissimo, lasciando che i fatti stessi procurino l’indignazione che meritano: si ricordi, infatti, che gran parte di quelle violenze, maltrattamenti e umiliazioni inflitte a centinaia di cittadini italiani e stranieri è caduta in prescrizione perché nel nostro ordinamento non è ancora stato introdotto il reato di tortura, chiesto dalla Convenzione dell’Onu ventisei anni fa. Il dibattito di domani, sarà pertanto l’occasione per fare il punto sullo stato dei lavori in Commissione giustizia alla Camera. Coordinati da Alberto di Martino (Sant’Anna - Istituto di diritto, politica, sviluppo), parteciperanno Adriano Prosperi, della Scuola Normale Superiore; Mauro Palma, Consiglio d’Europa - presidente del Consiglio per la cooperazione nell’esecuzione penale; David Cerri, Scuola Superiore dell’Avvocatura; Emanuele Sommario, Scuola Superiore Sant’Anna. Il libro, scritto con penna delicata, ripercorre una storia emblematica di ingiustizia ed è un invito fermo a introdurre in Italia il reato di tortura, di cui l’autore dà una sorta di implicita definizione: «Non erano solo stati lesi nella loro incolumità fisica e psicologica.Erano stati vittime di comportamenti tesi a far sorgere sentimenti di paura, di angoscia, di inferiorità in grado di umiliarli così profondamente da ledere la dignità umana». Roberto Settembre è nato a Savona nel 1950, è entrato in magistratura nel 1979 e ha lavorato quasi sempre nel settore penale. È uscito dall’ordine giudiziario nel 2012. Con lo pseudonimo di Stebe Bruno ha pubblicato recensioni e racconti su diverse riviste, il romanzo Eufolo (Marietti, 1992) e la raccolta “Racconti del doppio e dell’inganno” (Biblioteca del Vascello, 1995).

Gianluca Campanella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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