La società incide sui disturbi mentali
Da domani le giornate pisane di psichiatria. Cambia la diagnostica
PISA. Da domani, per tre giorni, si svolgeranno le “Giornate Pisane di psichiatria e psicofarmacologia clinica”, quest'anno alla settima edizione, organizzate dalla professoressa Liliana Dell'Osso, direttore della clinica psichiatrica dell'Università di Pisa e coordiantore della didattica e della ricerca del dipartimento delle neuroscienze dell'Aoup, in collaborazione con il professor Giovanni Cioni, direttore di neuropsichiatria infantile universitaria e direttore dell'Ircs "Stella Maris".
In linea con le ultime edizioni, le giornate pisane 2014 vedranno confrontarsi psichiatri e neuropsichiatri infantili provenienti da varie parti dell'Italia, insieme con esperti stranieri, sui vari aspetti della patologia psichiatrica dall'infanzia all'età adulta. Saranno presenti i direttori delle principali cliniche psichiatriche universitarie italiane oltre a membri di spicco della comunità scientifica europea e statunitense. Il convegno, ad oggi considerato uno dei maggiori eventi psichiatrici italiani, prevede la partecipazione di psichiatri, neuropsichiatri infantili, psicologi e operatori socio-sanitari con varie competenze nell'area dell'assistenza e della riabilitazione psichiatrica nelle diverse età.
Di estrema attualità è il tema affrontato quest'anno dal congresso, rappresentato dal "cambiamento" in psichiatria, come ben sintetizzato dal titolo "Psychiatry: time for change". In particolare, si parlerà non solo dei cambiamenti che hanno interessato, alla luce delle ricerche più recenti, i paradigmi fisiopatologici, diagnostici e terapeutici delle malattie mentali, ma soprattutto quelli cui verrà proiettata, nel prossimo futuro questa disciplina, proprio alla luce dei recenti progressi della ricerca.
Negli ultimi decenni, la ricerca neuroscientifica ha fornito farmaci più mirati, permesso interventi psichiatrici più appropriati, promosso un approccio psicologico più scientificamente orientato. Tutto ciò ha portato a una migliore comprensione della patofisiologia dei disturbi mentali, così come a un miglior controllo dei loro sintomi. Parallelamente, sono stati sviluppati strumenti diagnostici più appropriati e utilizzati, facendo sì che il rapporto tra ricerca e pratica clinica si rafforzasse. Nonostante questi importanti progressi, vi sono ancora delle problematiche aperte. Se, da un lato, le conoscenze cliniche, neurobiologiche e gli strumenti diagnostici a disposizione, sono tutt'altro che perfetti, dall'altro è importante rilevare come una completa conoscenza del cervello possa non essere sufficiente alla piena comprensione della complessità della mente. Probabilmente, la ricerca è destinata a inseguire, senza mai raggiungerla completamente, la conoscenza dei disturbi mentali a causa sia, da un lato, dei limiti insiti nella ricerca stessa, che, dall'altro, dell'estrema complessità dei fattori che concorrono allo sviluppo di queste patologie tra cui, in primis, l'effetto patoplastico dell'ambiente. Nuovi farmaci potrebbero avere, infatti, effetti sconosciuti sul cervello, così come i cambiamenti della società, della tecnologia, potrebbero modulare l'espressione di disturbi mentali, o anche causarne di nuovi.
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