Il Tirreno

Pisa

L’ENTOMOLOGA

«Non c’è solo la chimica anche la natura può aiutarci»

PISA. L’arrivo negli ultimi anni della zanzara tigre in città è diventato un problema difficilmente risolvibile. Originaria del sud-est asiatico, ha soppiantato le specie autoctone del nostro...

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PISA. L’arrivo negli ultimi anni della zanzara tigre in città è diventato un problema difficilmente risolvibile. Originaria del sud-est asiatico, ha soppiantato le specie autoctone del nostro territorio, notevolmente meno aggressive e pericolose. Oltre che fastidiosa, la zanzara tigre è vettore di molte malattie e non è semplice da combattere. «Mentre le altre specie si riproducono in grandi raccolti di acqua, dove è possibile effettuare una lotta larvicida con grande successo e con prodotti a basso impatto ambientale - spiega Barbara Conti, ricercatrice presso il dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agroambientali dell’Università di Pisa - la zanzara tigre si riproduce in piccole quantità di acqua, soprattutto in ambienti domestici, dove non è possibile il trattamento larvicida: il contrasto alla zanzara tigre risulta quindi molto difficoltoso».

Un metodo efficace di protezione arriva dalla natura: tre piante, originarie del Nord Africa, da cui si possono ricavare oli essenziali eco-compatibili, sono risultate un’ottima soluzione contro la zanzara tigre secondo quanto stabilito da uno studio coordinato da Conti e pubblicato su “Parasitology Research”, rivista leader nel campo della parassitologia medico-veterinaria. Le tre specie sono il coriandolo, la ruta d’Aleppo e la lamiacea. Gli oli utilizzati hanno mostrato, a parità di concentrazione, una repellenza di gran lunga superiore a quella del “Deet”, sostanza di sintesi ritenuta più efficace per proteggersi dalle punture delle zanzare tigre, che però può avere effetti tossici, in particolare su bambini ed anziani. (d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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