Chiesa della Spina riapre per la mostra sul filo a piombo
PISA. Ancora pochi giorni e i battenti della chiesa della Spina saranno riaperti al pubblico. A quasi due anni dalla chiusura dovuta ai problemi strutturali, il gioiello architettonico di lungarno...
PISA. Ancora pochi giorni e i battenti della chiesa della Spina saranno riaperti al pubblico. A quasi due anni dalla chiusura dovuta ai problemi strutturali, il gioiello architettonico di lungarno Gambacorti potrà nuovamente essere visitato e riprenderà il suo posto di meta fra le più ammirate dai turisti. L’occasione è la mostra “Cercando la verticale”, un’esposizione unica al mondo di fili a piombo che dal 4 al 30 giugno esporrà più di duemila esemplari dell’antico strumento di costruzione. Molte le curiosità di questa collezione raccolta pazientemente in trent’anni da Riccardo Chetoni: dall’esemplare più antico risalente all’antico Egitto (periodo alessandrino tolemaico, 332 – 330 a.C) passando per quelli romani e siriani, fino a quelli più moderni provenienti da ogni angolo del mondo.
«Ho cominciato negli anni ’70 – racconta Chetoni – quando ne ho trovato uno in un cantiere siciliano. Poi ho continuato a cercarli nei mercatini rionali, adesso li trovo su internet, ci sono delle vere rarità». E se può apparire curioso che proprio Pisa con la sua torre pendente ospiti una mostra sul filo a piombo (usato fin dall’antichità appunto per costruire pareti dritte), Chetoni ammette che proprio la Torre gli è stata d’ispirazione per la creazione, insieme a Riccardo Cerosa che ne ha curato l’allestimento, della mostra. La riapertura della chiesa della Spina sarà temporanea (dal 4 al 30 giugno appunto) e parziale: dal martedì alla domenica, dalle 17 alle 20. È però il primo passo per la riapertura definitiva: «il primo passo – illustra l’assessore al bilancio Andrea Serfogli – è completare i lavori di riparazione del tetto. Adesso è ancora soggetto alle infiltrazioni piovane. Abbiamo già stanziato con una variazione di bilancio 200mila euro, dopo l’estate daremo l’avvio ai lavori. Il secondo passo sarà poi quello del restauro del soffitto interno, formato da travi lignee le cui dorature hanno resistito ancora bene».
La chiesa, una volta restaurata, sarà poi affidata ad un soggetto o un’associazione che ne assicuri la gestione: «Faremo un bando – annuncia l’assessore alla cultura Dario Danti – per cercare dei volontari che la tengano aperta chiedendo un piccolo biglietto. L’affluenza non sarà un problema dato che già adesso basta tenere la porta aperta perché decine di turisti si affaccino spontaneamente».
Luca Lunedì
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
