Il presidio
Aral, il lupo buono che aiuta i disabili e gioca con i bambini
Un esemplare di cinque anni ha ricevuto la certificazione per fare “terapia assistita”. È stato portato anche negli asili
PISA. Se c’era una certezza era che il lupo era il cattivo. Da Cappuccetto Rosso in poi bisognava stare sempre “attenti al lupo”. Ora non è più così e il merito è di Aral, uno dei soli 400 esemplari di lupo italiano attualmente esistenti e il primo a ottenere la certificazione Taa (terapia assistita con animali). Comunemente detta “pet therapy”, la certificazione viene rilasciata a quegli animali che, dopo un periodo formativo durante il quale vengono addestrati al contatto e alla socialità, entrano a far parte di un vero percorso di guarigione per persone affette da disabilità mentali, motorie o altre patologie sociali. Aral, che “risiede” a Pisa con il suo padrone Aldo Rossi, è un esemplare di cinque anni che aveva già il libretto per la ricerca di persone scomparse in superficie. Adesso potrà fornire un supporto emotivo e psicologico. L’addestramento lo ha portato a familiarizzare con apparecchiature rumorose come carrozzine e deambulatori e, particolare ancora più curioso, con i bambini.
«Si è abituato al contatto - spiega Luca Profeti, l’istruttore che lo ha addestrato - le persone possono accarezzarlo e spazzolarlo senza che faccia una piega. Ma è con i bambini che ha dimostrato il lato migliore del suo carattere. Nei giorni scorsi l’ho portato dentro gli asili e a contatto con bambini affetti da sindrome di Down: è stato molto affettuoso». Come viene valutato un animale per ottenere l’abilitazione Taa, lo spiega Laura Cagnoli, la veterinaria che ha certificato l’operato di Aral: «La certificazione viene rilasciata da un veterinario esperto in comportamento che valuta la capacità di intervento assistito. In realtà viene valutato il binomio animale-operatore. L’esame va ripetuto ogni anno. C’è la falsa idea che alcune razze siano idonee e altre no: fondamentale è il lavoro dell’operatore». Il lupo italiano è una razza protetta che è sotto il patronato diretto della Presidenza della Repubblica. Chi ne detiene un esemplare ne ha solo la custodia temporanea. «Ci sono - continua Cagnoli - tre tipi di profili per i quali vengono utilizzati gli animali negli interventi assistiti: ludico, educativo e terapeutico. In quest’ultimo caso gli animali danno un aiuto fondamentale a migliorare la qualità della vita del paziente e vengono seguiti dai medici che li integrano all’interno di un percorso terapeutico».
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