Il presidio
Il cavallo finisce addosso alla Mercedes: un danno da 4mila euro
La sentenza del giudice di pace di Pisa: il responsabile è in ogni caso il proprietario se non c’è stato un caso fortuito
Il cavallo troppo irruento costa caro al proprietario: va a sbattere contro una Mercedes parcheggiata nel piazzale e provoca un danno di 2500 euro (che diventeranno 4mila con le spese legali).
Finisce infatti davanti al giudice di pace di Pisa il curioso "sinistro" fra l'animale e la vettura: la causa è stata discussa davanti al magistrato Flavio Ceccarini (sentenza 85/2014).
L'azienda proprietaria dell'auto era rappresentata in giudizio dagli avvocati Ignazio Salerno del Foro di Lucca e Paola Cellai di Cascina; cascinese anche il convenuto.
Il fatto è avvenuto nel dicembre del 2010: secondo quanto esposto nell'atto di citazione, la Mercedes si trovava parcheggiata nel piazzale di un centro di allenamento ippico, davanti alle scuderie, ove alcuni cavalli di proprietà della società attrice dovevano essere visitati dal veterinario, giunto a bordo dell'auto sulla quale si trovavano anche dei macchinari per esaminare i cavalli. Mentre il dottore stava effettuando gli esami dei cavalli, irrompeva nel piazzale un altro cavallo che urtava nell'auto parcheggiata danneggiandola. Il proprietario di quest'ultimo animale si è difeso sostenendo che l'auto era in sosta in contiguità delle scuderie del Centro Ippico, proprietà privata nella quale non era autorizzata ad inoltrarsi e sostare, come disposto dalla segnaletica all'entrata. L'ingresso con l'auto all'interno del centro aveva pertanto costituito una violazione del regolamento interno; inoltre la sosta a ridosso delle strutture ippiche in una zona di transito per cavalli aveva causato un intralcio al movimento degli stessi; il cavallo, di proprietà del convenuto, si era trovato davanti un ostacolo imprevisto; l'evento pertanto era imputabile a caso fortuito costituito dal comportamento imprudente del soggetto danneggiato.
Dopo la perizia del Ctu Francesco Graziani, il giudice ha dato ragione al proprietario della Mercedes. Le dichiarazioni di due testimoni divergono sul luogo ove l'auto si trovava esattamente parcheggiata, sul fatto che il cavallo fosse custodito, e sulla circostanza che l'accesso dell'auto fosse consentito, "tuttavia la circostanza riferita dallo stesso teste di parte convenuta e cioè che l'auto non si trovava parcheggiata in curva, porta a ritenere che l'auto stessa non possa essere considerata ostacolo assolutamente imprevedibile, in quanto se il cavallo era custodito (come riferito dal teste di parte convenuta) allora il custode stesso avrebbe dovuto avvedersi per tempo dell'auto, se invece il cavallo non era custodito (come riferito dal teste di parte attrice) allora la responsabilità di chi avrebbe dovuto averne cura è ancora più forte costituendo un cavallo incustodito un pericolo di per sé".
L'art. 2052 del codice civile, spiega il giudice, dispone che "il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall'animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito"; la giurisprudenza ha chiarito che si tratta di responsabilità a prevalente, se non integrale, carattere obiettivo, e giustificata più che da colpa o negligenza in vigilando, dalla esigenza sociale di far sopportare i danni procurati dagli animali a chi da questi ne trae vantaggio. E "il responsabile potrebbe esonerarsi da responsabilità solo provando il caso fortuito o la responsabilità di terzi, circostanze che nel caso di specie non sono state sufficientemente provate".
Ceccarini ha quindi condannato il proprietario del cavallo a poco più di 2500 euro di risarcimento, , oltre agli interessi legali dalla data del fatto al saldo, a quasi 1300 euro di spese di lite e alle spese del Consulente tecnico di ufficio.
Antonio Scuglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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