Ritornano in parete al Camposanto gli affreschi salvati
Due anni di restauro per il ciclo di Buonamico Buffalmacco con tecniche inedite. Sistema innovativo per tutelare l’opera
PISA. Sono stati ricollocati ieri sulla parete nel Camposanto Monumentale alcuni tronconi degli affreschi con le storie degli Anacoreti, attribuiti al pittore trecentesco Buonamico Buffalmacco. L'affresco fa parte del ciclo del Trionfo della Morte. Le operazioni sono state compiute durante un sopralluogo del presidente dell'Opera della Primaziale Pisana, Pierfrancesco Pacini, e della direzione lavori con il Comitato Scientifico, presieduto da Antonio Paolucci.
«Per la prima volta, dopo l'incendio provocato da una granata il 27 luglio 1944 - spiega una nota della Primaziale - torna in parete, nella sua collocazione originaria, una parte di questo straordinario ciclo pittorico. E' un evento molto importante che rientra tra gli appuntamenti che celebrano i 950 anni dalla posa della prima pietra della Cattedrale. L'affresco ha subito un restauro durato circa due anni, con tecniche nuove e scoperte fondamentali. Tra queste, il lavoro dei batteri mangiatori. Un sistema innovativo messo a punto dal microbiologo Giancarlo Ranalli dell'Università del Molise. Questi batteri sono stati fondamentali per eliminare la caseina, usata nel dopoguerra per il fissaggio degli affreschi strappati, che provocava rigonfiamenti, crepe e perdite di strato pittorico sugli affreschi stessi. Inoltre, per tutelare gli affreschi dai danni provocati dagli agenti atmosferici, a Pisa è stato messo a punto - conclude la Primaziale - un sistema innovativo e rivoluzionario: il posizionamento tra affresco e parete di teli attraversati da minicavi elettrici che, in caso di necessità si scaldano, evitando così il formarsi della condensa».
Il ciclo realizzato da Buonamico Buffalmacco su commessa dei frati domenicani per il Camposanto monumentale fu eseguito tra il 1336 e il 1341 e comprende tra grandi scene. L’affresco più noto dei quali è il grandioso Trionfo della Morte (5,6 per 15 metri) anch’esso di recente restaurato. Oltre al Trionfo della Morte, al Giudizio Universale e all’Inferno, a Buffalmacco si devono anche l’Ascensione, la Resurrezione, l’Incredulità di San Tommaso e appunto le storie dei Santi Padri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
