Negli alberghi pernottamenti in calo del 15%
I dati illustrati durante la presentazione del master per formare manager di strutture ricettive
PISA. La presentazione della terza edizione del master in management turistico-alberghiero organizzato da Federalberghi, in collaborazione con la facoltà di Scienze Politiche dell’Università, è stata anche l’occasione per fare una panoramica sulla situazione ricettiva pisana. Il dato che emerge è quello di un settore che tiene nonostante la crisi, ma su cui si profila la grave minaccia dell’abusivismo. I numeri parlano di un calo di pernottamenti del 15%, dato che si attesta sulla media nazionale, ma che, in bassa stagione, ha raggiunto il meno 20% (il flusso turistico è comunque nell’ordine dei 4-5 milioni l’anno). Meno turisti ma, soprattutto, turisti che rimangono meno in città: la media di pernottamenti è di 1,2 notti quando negli anni pre-crisi si aggirava sull’1,6.
La crisi si è fatta sentire e così gli albergatori si sono adattati abbassando i prezzi. «Una camera in un 5 stelle - afferma Rita Paciello, presidente di Federalberghi Pisa - si attesta sugli 80-90 euro, c’è stato un calo del 30% ma le spese per gli albergatori non sono scese altrettanto».
In questo scenario è necessario, secondo il presidente di Federalberghi Toscana, Paolo Corchia, investire nella qualità ed ecco spiegato il master presentato ieri «rivolto a chi - dice - vorrà intraprendere una carriera manageriale alberghiera e che, speriamo, di far diventare presto un corso di laurea triennale a tutti gli effetti. È diretto soprattutto ai giovani: il 40% dei direttori d’albergo ha meno di 40 anni e il 60% sono donne. Abbiamo impostato le lezioni in maniera molto pratica: per spiegare il funzionamento di una cucina viene uno chef che fa lezione sul campo, così a spiegare come si riassetta una camera abbiamo chiamato una governante. I futuri dirigenti devono conoscere con le proprie mani cosa andranno a guidare».
Il master mira poi a formare i dirigenti nell’accoglienza dei nuovi turisti, soprattutto quelli provenienti dai Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica): «Gli arrivi internazionali sono il 52% rispetto al traffico interno, le strutture alberghiere si devono adeguare alle esigenze, molto diverse dalle nostre, di chi proviene da realtà così distanti».
Investimenti sulla qualità che però possono essere vanificati da strutture ricettive abusive o fuori controllo. «A fronte di 65 strutture alberghiere nel comune di Pisa - dice il presidente dei Giovani Albergatori, Andrea Romanelli - ci sono quasi 350 strutture extra-ricettive, un rapporto di uno a cinque. Non parlo di regolari bed and breakfast, ma di chi ha una casa e ne ricava camere da affittare ai turisti. Questi soggetti non comunicano le presenze, drogano il mercato con prezzi irrisori e non versano la tassa di soggiorno».
Luca Lunedì
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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