«Quanto benessere dovremo sacrificare sull’altare Sat?»
PISA. «Quanto benessere siamo disposti a rischiare sull'altare della competitività di Sat, la società che gestisce l’aeroporto? Fino a quale dimensione è accettabile continuare a investire e a...
PISA. «Quanto benessere siamo disposti a rischiare sull'altare della competitività di Sat, la società che gestisce l’aeroporto? Fino a quale dimensione è accettabile continuare a investire e a costruire? Questa discussione a Pisa non c'è mai stata».
A formulare queste domande è “Una città in comune” che si sofferma sulla variante urbanistica per la cittadella aeroportuale: «Oggi siamo obbligati a porci queste domande di fronte alla proposta di variante che prevede un palazzo dei congressi (capienza massima 4.000 posti), strutture turistico-ricettive, attività commerciali, e altre possibili strutture (impianti sportivi, asili nido, scuole materne, etc.) nelle aree agricole comprese tra la ferrovia e l'aeroporto a sud della superstrada. Questa variante è stata definita "anticipatrice del piano strutturale d'area", ma ci domandiamo: come si può anticipare un piano che non esiste ancora, e che non è stato condiviso dagli altri Comuni dell'area? Il fatto che i terreni coinvolti nel progetto, comprati come agricoli, appartengano alla Sat conferma che si intende aiutare il più possibile lo scalo pisano nella concorrenza.
Questo può essere legittimo, visto che Sat è a maggioranza pubblica, ma deve essere chiaro e condiviso. E non vorremmo che le scelte fossero affrettate dal fatto che l'imprenditore argentino Eurnekian sta conducendo un’operazione di acquisto del sistema aeroportuale toscano».
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