Italia
Pari opportunità Di Bartolomeo eletta alla presidenza
PISA. È Valeria Di Bartolomeo La nuova presidente del consiglio cittadino per le pari opportunità. Eletta ieri con 28 voti favorevoli (tre in più della maggioranza qualificata prevista) e 7 contrari...
PISA. È Valeria Di Bartolomeo La nuova presidente del consiglio cittadino per le pari opportunità.
Eletta ieri con 28 voti favorevoli (tre in più della maggioranza qualificata prevista) e 7 contrari la nuova presidente del consiglio cittadino delle Pari Opportunità, Valeria Di Bartolomeo, ha 42 anni e due bimbi piccoli. È una giovane imprenditrice nel settore tecnologico laureata in matematica e presidente del Gruppo Terziario Donne.
«Esprimo tutta la mia gioia e la mia soddisfazione per l’incarico assunto- dichiara la neo presidente – cominceremo subito a lavorare affinché il consiglio cittadino possa svolgere le sue funzioni e possa fare da interlocutore tra l’amministrazione e la città. Molto è l’entusiasmo e molti i progetti sulla carta che verranno comunque discussi già dal prossimo consiglio che verrà convocato quanto prima. Ringrazio tutti per la fiducia accordatami e auguro un buon lavoro».
Elette anche le due vicepresidenti: Pina Salinitro ( presidente Aied) e Angela Giovannoni di Unidea. Insediato l’ufficio di presidenza di cui fanno parte l’assessore Marilù Chiofalo e la presidente del Cug Patrizia Ciardi.
Del consiglio fanno parte le consigliere comunali, gli assessori che ne fanno richiesta, rappresentanti delegate dai partiti, dai sindacati e da altre associazioni di categoria. Ma la caratteristica davvero speciale del consiglio è quella di raccogliere anche donne delegate da associazioni che operano nel territorio sui temi più vari: salute, lavoro e formazione, sociale, cultura, sport, arte, ambiente.
«Mi congratulo con la scelta che il consiglio cittadino ha fatto poiché Valeria Di Bartolomeo rappresenta alcune tra le questioni cruciali per lo sviluppo della nostra comunità – afferma l’assessore alle pari Opportunità Marilù Chiofalo – tematiche come quelle del lavoro; del contributo delle persone giovani e delle donne nelle istituzioni e nelle professioni. Quest’ultima in un settore quello imprenditoriale messo a dura prova dalla crisi e che in generale mette a dura prova le donne nella conciliazione vita -lavoro».
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