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Conticini, l’attore che si fece presidente per amore di Pisa
Il celebre showman guida l’associazione “Recitar Cantando” che proporrà il primo spettacolo al teatro Verdi il 25 marzo
PISA. Modello, arredatore, disegnatore, gestore di palestre, infine attore e showman. Ecco in sintesi il percorso professionale di Paolo Conticini, che nonostante l'enorme successo riscosso nell'ultimo decennio nel cinema e nella televisione è rimasto con i piedi ben piantati per terra e soprattutto legatissimo alla sua città, dove appena i sui impegni lo consentono, torna per godersi la compagnia della famiglia, di vecchi e nuovi amici. Adesso però l'attor pisano avrà un motivo in più per tornare a Pisa dove presiede e guida l'associazione "Recitar Cantando - Amici del Teatro" che inizierà ufficialmente la sua attività, il 25 marzo alle 17.30 con uno spettacolo, nella Sala Titta Ruffo del Teatro Verdi. Oneri ed onori derivanti dall’incarico, sembrano però non preoccupare Conticini.
La scelta del Capodanno Pisano, come data di partenza, è dettata dal tuo attaccamento alla città o è soltanto casuale?
«Casuale non direi proprio. Iniziare un percorso di questo tipo, proprio il primo giorno dell'anno e per di più "anno pisano", lo reputo un segnale di buon auspicio».
Ma con tutti gli impegni professionali che devi assolvere, chi te lo ha fatto fare di prenderti una responsabilità così grande?
«Era molto tempo che pensavo e speravo di poter fare qualcosa di importante ed utile per la mia città. Così quando mi hanno contattato per questo incarico, non ho avuto dubbi e ho accettato immediatamente».
È la tua prima esperienza da presidente? Cosa provi a lavorare con persone così diverse tra loro?
«Prima esperienza assoluta e, ti confesso, che ogni volta che mi sento dare del presidente mi viene da sorridere, specialmente quando ad usare questo titolo sono persone importanti che stimo moltissimo, come il professor Mosca, che mi onora di annoverarmi tra i testimonial della Fondazione Arpa, conosciuta nel mondo grazie anche alla figura del suo presidente onorario, Andrea Bocelli. Poi confido molto nel lavoro di questa nostra squadra, perché i suoi componenti provengono da campi decisamente diversi. E le diversità sono un grande arricchimento per ogni attività».
Cosa ti aspetti dall’associazione di cui si sta parlando tanto, non solo in Toscana?
«Per prima cosa spero che il numero dei nostri soci sia almeno pari all'impegno che ognuno di noi mette in questa avventura. Il che vuol dire che vorrei che persone di varia estrazione sociale, culturale e di ogni età, partecipassero fattivamente alla crescita dell'associazione, non solo acquisendo la tessera di socio, ma portando anche idee ed esperienze. Nel nostro statuto c'è anche un cospicuo paragrafo dedicato alla formazione, cui daremo seguito entro l'anno con l'istituzione di corsi non solo di recitazione, ma anche per le altre figure professionali di cui si parla poco: vedi regista, sceneggiatore, montatore, truccatore, elettricista, fonico, etc.».
Tra le varie iniziative che attiverete ci sarà anche l'istituzione di un Premio Annuale per le arti dello spettacolo, del cinema, tv e musica. Puoi anticiparci qualcosa?
«Il Premio Pisa per le Arti dello Spettacolo sarà il nostro fiore all'occhiello. Non voglio anticipare niente perché sarà ufficializzato proprio il 25 prossimo. Però ti assicuro che la nostra città ne avrà un considerevole ritorno d'immagine».
Per concludere cosa farai da… grande?
«Spero proprio di poter continuare a fare ciò che sto facendo. Lavorare in questo settore non è facile, ma se un lavoro ti piace, e a me piace assai, tutto appare semplice, come esserci nato. Certo, occorrono studio ed applicazione, ma poi ritengo che il valore assoluto che ci porta fin qui abbia un solo nome: fortuna!».
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