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Pisa vince il bando, aumentano i posti per i rifugiati

Pisa vince il bando, aumentano i posti per i rifugiati

PISA. Pisa si aggiudica un bando ministeriale che le consente di migliorare il suo impegno verso i rifugiati. Il progetto di tutela e accoglienza presentato dalla Società della Salute Zona Pisana è...

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PISA. Pisa si aggiudica un bando ministeriale che le consente di migliorare il suo impegno verso i rifugiati. Il progetto di tutela e accoglienza presentato dalla Società della Salute Zona Pisana è stato apprezzato dal Ministero dell’Interno, che lo ha collocato al 1° posto in Toscana e al 25° in Italia nella graduatoria di merito.

Il progetto vincitore del bando non è una novità: si chiama Sprar (Sistema di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati) e dal 2001 ha permesso di ospitare a Pisa 114 persone provenienti da 31 paesi teatro di conflitti, come Afghanistan, Congo e Palestina.

Da quest’anno, insieme alla Società della Salute Zona Pisana, al Comune di Pisa e ad Arci Comitato di Pisa, collabora al progetto per i rifugiati anche il Comune di Cascina. Grazie al finanziamento ottenuto tramite la vincita del bando ministeriale, i posti di accoglienza disponibili aumenteranno da 15 a 20, e a questi sarà possibile aggiungere altri 8 posti di accoglienza straordinaria.

«Le persone che hanno bisogno di questo tipo di assistenza sono al momento 28, singoli individui ma anche famiglie – ha spiegato Stefania Bozzi, presidente Arci – Per la loro sistemazione sono previsti tre appartamenti a Pisa e uno a Cascina».

Il progetto ha un valore complessivo di quasi 300.000 euro, di cui 58.000 provengono da risorse locali. Il percorso di cui beneficiano i rifugiati, molto spesso vittime di torture nel loro paese d’origine, ha solitamente la durata di un anno. I primi sei mesi sono dedicati all’accoglienza, che include l’assegnazione di un alloggio e dei beni di prima necessità, una fase di orientamento e di guida all’accesso ai servizi socio-sanitari e del territorio, corsi di alfabetizzazione per l’apprendimento della lingua italiana, l’inserimento in percorsi educativi e di istruzione e il disbrigo di pratiche amministrative e legali.

La seconda fase prevede invece l’integrazione dell’individuo, con l’iscrizione a corsi di formazione o di riqualificazione professionale, l’inserimento lavorativo, il supporto nella ricerca di un alloggio ed un eventuale ausilio per il ricongiungimento familiare.

Parallelo alle due fasi è poi il servizio di tutela, che garantisce al rifugiato consulenza legale per il permesso di soggiorno, supporto psico-socio-sanitario, accompagnamento presso Questura e Prefettura.

«I fattori che ci hanno permesso di vincere il bando sono i risultati concreti che abbiamo raggiunto nel corso degli anni», ha spiegato il direttore della Società della Salute Zona Pisana, Giuseppe Cecchi. I dati attinenti ai motivi di uscita dal progetto che il direttore ha riportato parlano infatti di un 24% di integrazioni all’interno del territorio e di un 25% di integrazioni all’esterno del territorio, il che significa che su 114 individui, il 49% ha trovato lavoro.

«Questi risultati sono dovuti ad una buona sinergia presente sul territorio – ha affermato l’assessore alle politiche sociali Sandra Capuzzi – e permettono di smentire la fama di città poco accogliente che Pisa sembra avere».

Enza Chiappone

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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