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Quasi pace fatta sui soldi ma è lotta sulle assenze
Venerdì sera la firma era vicina, ma ieri i sindacati non si sono presentati E dopo la spaccatura, contatti frenetici e la decisione di tornare a trattare
PISA. Azienda Ctt Nord e sindacati prima a un passo dalla firma dell’accordo e poche ore dopo ognuno a casa sua, prima prendono insieme un caffè e un momento dopo sono acerrimi nemici. Venerdì sera l’accordo era vicinissimo, si stava quasi per mettere nero su bianco, ma ieri alle 14 i sindacati territoriali non si sono presentati per ratificare l’intesa. E quando ieri pomeriggio Azienda e sindacati sembravano ormai ognuno distante anni luce, ecco che - dopo una serie di frenetiche telefonate - si apre in serata l’ennesimo spiraglio: le parti torneranno a vedersi domani mattina nella speranza di chiudere un accordo che da lunghi mesi non trova pace.
Ma domani scatta anche il primo giorno della regolamentazione unilaterale che l’Azienda rende operativa in mancanza di un accordo. E solo una firma in extremis potrebbe cambiare un percorso che fino a ora è stato contraddittorio. Ma perché le parti sono passate dal momento di essere a un passo dal lieto fine a voltarsi le spalle? L’Azienda sostiene che le proposte fatte dal sindacato non erano accettabili, invece di abbassare i costi, facevano emergere maggiori oneri per circa un milione e mezzo l’anno. Il sindacato (come specifichiamo in questa pagina) rifiuta le proposte aziendali perché penalizzano il lavoratore. Eppure, sembrava che molti aspetti fossero stati superati, primo fra i quali l’integrativo, voce su cui trovare un interesse reciproco ha messo alla prova equlibrismi complicati fra le ex Cpt di Pisa, Atl di Livorno e ex Clap di Lucca. Alla fine, la proposta sembrava gradita. Per partecipare alla gara regionale con buone possibilità di vincere, l’Azienda ha sempre detto che è fondamentale aumentare la produttività e un elemento cardine è la riduzione delle assenze dal lavoro. Su 255 giorni lavorati (per esempio) il dipendente si può assentare 18 giorni per malattia/infortuni al netto di ferie, riposi e festività. In questo caso, l’integrativo avrebbe un effetto neutro per Livorno (che ha un integrativo già alto), mentre sarebbe moderato per Pisa (+280 euro) e sensibile per Lucca (+1.490 euro). Sotto questa soglia dei giorni lavorati, i dipendenti vedrebbero decurtato l’integrativo. Per la Cgil di Pisa, solo pochi autisti (4-5) potrebbero rispettare i 255 giorni lavorativi l’anno. «Non è un’informazione corretta», replica Alberto Banci, amministratore delegato della Ctt Nord, che aggiunge: «A Pisa sono 170 gli autisti che hanno una presenza al lavoro di oltre 255 giornate e ciò testimonia che vogliamo salvaguardare loro, invece di premiare quelli che stanno sotto questa soglia. Più della metà sono sopra i parametri standard».
Ma un altro motivo di attrito fra le parti sono le voci che vanno a coprire l’assenza. I sindacati contestano l’inserimento della legge 104 e delle donazioni di sangue all’interno del conteggio delle assenze nel calcolo dell’integrativo. «Ma noi questi valori li abbiamo del tutto sterilizzati», replica Banci precisando che « sono considerate in modo tale da comportare solo un’incidenza minimale nel calcolo totale. Tanto è vero che viene considerato solo un giorno di assenza ogni quattro giorni di donazione di sangue e solo un giorno ogni 36 giorni per la legge 104».
Altri spigoli da smussare riguardano l’allattamento e il riposo parentale (di cui usufruiscono soprattutto gli uomini) le cui assenze sono calcolate al 100%.
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