Una tisana a base di cannabis per sconfiggere il dolore cronico
La cura dell’Unità Operativa diretta dal dottor Poli, in vigore da alcuni mesi, sta dando buoni risultati in pazienti che non hanno avuto sollievo con altri farmaci. Ma costa molto e sono i malati a pagare
PISA. Una tisana per sconfiggere il dolore cronico. E’ questa l’ultima positiva sperimentazione targata “Sanità pisana” che in questo settore, da oltre un quarto di secolo, continua a fare scuola. Da alcuni mesi, tra i primi in Italia, i medici della UO di Terapia del Dolore dell’Azienda Ospedaliero- Universitaria Pisana diretta dal dottor Poli prescrivono la cannabis ai pazienti che soffrono di dolore cronico oncologico e non oncologico utilizzando le infiorescenze secche (Cannabis Flos) somministrate per via orale come una normale tisana.
Attualmente sono 20 i pazienti che utilizzano questa terapia, con diverse diagnosi di dolore e tutti precedentemente trattati con altri farmaci che non hanno ottenuto risultati (dolore oncologico, cefalea tensiva, fibromialgia, mal di schiena, patologie neurologiche, dolore da endometriosi, dolore neuropatico). I primi follow-up sono sorprendenti.
I pazienti con fibromialgia e cefalea hanno una consistente riduzione del dolore , dormono meglio e sono meno depressi e ansiosi. Quelli con sclerosi multipla hanno trovato un notevole beneficio per la spasticità muscolare, superiore a quello riferito con l’uso del farmaco a base di THC sintetico. Per i pazienti con dolore oncologico la cannabis è stata un valido adiuvante come antinausea e stimolante dell’appetito oltre che un ottimo antidolorifico quando la terapia a base di morfina non era tollerata. «Sfortunatamente i pazienti devono pagare l’intero costo della terapia anche se esenti – dice Poli. - In altri centri ospedalieri dove il paziente può ritirare la cannabis presso la farmacia ospedaliera il costo è minore ma da solo, ha il compito di dividere le infiorescenze in singole somministrazioni. Così facendo è impossibile da parte del medico controllare adeguatamente la quantità di principio attivo assunta giornalmente. Questo è il motivo per cui abbiamo deciso di chiedere aiuto al farmacista che prepara le singole bustine necessarie per un mese di terapia tutte uguali fra di loro così come le pillole di un farmaco».
Secondo il medico «non dobbiamo sottovalutare poi che la cura per il dolore è cronica e spesso c’è necessità di aumentare la dose. Questo rende il problema del costo non sottovalutabile. In base alla nostra esperienza la cannabis è un nuovo strumento per i terapisti del dolore e una nuova possibilità di cura per numerose patologie, per cui sarebbe auspicabile che la Regione predisponesse sovvenzioni per rimborsare parzialmente il costo della terapia e renderla accessibile a tutti i pazienti».
Doady Giugliano
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