Il Tirreno

Pisa

In vista delle primarie i tre candidati si sfidano

di Giovanni Parlato
In vista delle primarie i tre candidati si sfidano

La priorità di Di Maio sarà quella di incontrare le associazioni di categoria Betti vorrebbe una giunta con 4 assessori e Marchetti farebbe le pulci al bilancio

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PISA. Ultime schermaglie fra i tre candidati a sindaco di San Giuliano del centrosinistra in vista delle primarie di domenica. Ieri sera, moderati dal giornalista Massimo Marini, Sergio Di Maio e Alessandro Betti del Pd e Franco Marchetti (Sel) hanno tracciato priorità e temi davanti al pubblico della Casa del Popolo di Campo nel caso in cui dovessero ricoprire la carica di primo cittadino.

Priorità. Il primo atto di Sergio Di Maio sarebbe quello di incontrare tutte le associazioni di categoria. «Credo che sia giusto - ha detto Di Maio - partire da qui per avere un rapporto continuo e costante con il territorio. Sono pronto alla collaborazione e ad ascoltare quali sono le problematiche».

Alessandro Betti, invece, pensa alla macchina comunale e il giorno dopo l’elezione metterebbe mano alla giunta «con quattro assessori, due uomini e due donne nel segno della discontinuità». Poi, arriva la stangata: «Non confermo nessuno dei cinque dirigenti, ne basterà uno solo».

Marchetti punta il dito sul bilancio «perché voglio capire i conti. Avevamo chiesto di abbassare le tasse e ci era stato risposto di no perché non c’erano soldi e ora salta fuori che c’è oltre un milione di euro d’avanzo».

Comune unico nell’area pisana. Lo prevede il piano strategico con un unico piano regolatore e urbanistico fra Pisa, Cascina, San Giuliano, Vecchiano, Calci, Vicopisano. Secondo Marchetti si tratta di «scorciatoie a un problema complesso. Non si possono erogare servizi tutti in un solo posto. Il nuovo piano dei trasporti favorisce Pisa e penalizza altre realtà come San Giuliano. Io dico no al Comune unico».

Secondo Betti «va cambiata la prospettiva perché prima va piantato il seme e non si può partire dai risultati. Bisogna lavorare prima sui servizi».

Per Di Maio «il Comune unico va visto in maniera graduale, ma conservando la nostra identità. Lo scopo dovrà essere di contrarre i costi e garantire i servizi».

La zona della Fontina. È un’area con grande potenzialità, ma non decollata del tutto. Per Alessandro Betti il problema principale è quello di liberare le risorse, ma difficile in questi tempi di crisi economica. E vede il problema dal punto di vista amministrativo. «Possibile che per fare un investimento ci vogliono nove anni?», si domanda e domanda Betti che aggiunge: «Bisogna mettere gli investitori nelle condizioni di avere tempi rapidi e certi perché andranno altrove. E le strade della Fontina non possono essere la tangenziale di Pisa, ogni giorno passano 6mila auto».

Per Marchetti, «la Fontina è nata male e ci sono stati cambi di destinazione d’uso senza capo né coda. E va rivisto il piano del traffico».

Di Maio punta ad attivare «gli spazi vuoti che ci sono. E dare vita ad un polo commerciale e a un polo sportivo attraverso un progetto di fattibilità».

Sicurezza. Per Di Maio, c’è un problema di piccola criminalità da affrontare «facendo sistema fra le varie forze di polizia. Un incontro mensile per servizi mirati facendo molta attenzione ad evitare gli insediamenti di campi abusivi. Ma anche attenzione alla manutenzione delle strade e all’illuminazione pubblica».

Alessandro Betti sottolinea che «non siamo immuni da infiltrazioni mafiose e va cambiato il rapporto fra cittadini e Comune rendendo vive le frazioni». E, infine, Franco Marchetti parla «di tornare a essere una comunità solidale perché così si salvaguarda il territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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