Il Tirreno

Pisa

dall’inghilterra uno strumento innovativo

Il trapianto di fegato si potrà migliorare

Il trapianto di fegato si potrà migliorare

PISA. Vivo interesse sta suscitando l’attesa per una nuova “pompa”, capace di migliorare l’intervento chirurgico di trapianto di fegato. Come ha detto il direttore dell’Unità operativa dell’Azienda...

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PISA. Vivo interesse sta suscitando l’attesa per una nuova “pompa”, capace di migliorare l’intervento chirurgico di trapianto di fegato. Come ha detto il direttore dell’Unità operativa dell’Azienda ospedaliera universitaria pisana, Franco Filipponi, la “macchina” viene dall’Inghilterra ed in particolare dal Centro specialistico in parallelo con Pisa, che sarà l’unico ad averlo in Italia a partire dal prossimo aprile.

Questo speciale meccanismo consentirà di perfezionare le condizioni dell’organo del donatore, da trapiantare, attraverso uno specifico trattamento di “resuscitazione”. A seconda cioè di quale sia lo stato di salute del nuovo organo, si potrà applicare o la metodica tradizionale “ a freddo” oppure quella innovativa “ a caldo”, prima d’inserirlo nel malato in attesa.

Ma nel convegno che ha voluto festeggiare i 1.500 trapianti eseguiti finora ( il primo fu effettuato il 3 gennaio 1996, mente fino ad oggi sono complessivamente 1.528, con una sopravvivenza media del 78% a cinque anni e del 69% a dieci, superiore alle statistiche nazionali), si è sottolineata la grande importanza del lavoro di gruppo.

«Forse non è noto al pubblico che il percorso complessivo attorno al trapianto – ha spiegato il professore Franco Filipponi – comprende circa 250 persone, suddivise in vari settori, ciascuna con precise mansioni. Oltre alla chirurgia epatica e trapiantologica, sono attivi la radiologia sia del Dipartimento Immagini che della colangiorisonanza, l’anatomia patologica, i perfusionisti del cardio-toracico, il centro trasfusionale, il laboratrorio per l’immunosoppressione dei farmaci, l’endoscopia digestiva, la logistica trasporti e l’unità operativa extraregionale dell’ospedale campano di Gragnano. E’ stato dunque un utile incontro – ha concluso il professore Franco Filipponi – per fare il punto della situazione, ma al contempo di guardare al futuro con un maggiore ottimismo».

Gian Ugo Berti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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