Polemica a Milano: la Paim invita tutti a San Rossore
PISA. «Divertimento e sport durante una gita devono e possono unire tutta la classe, anche quando al suo interno c’è una persona con “bisogni speciali”. La discriminante è data solo dall’attenzione e...
PISA. «Divertimento e sport durante una gita devono e possono unire tutta la classe, anche quando al suo interno c’è una persona con “bisogni speciali”. La discriminante è data solo dall’attenzione e dai servizi garantiti dal luogo e dalla struttura che la ospita. Ecco perché vogliamo lanciare un messaggio alla scuola Albe Steiner di Milano: vi aspettiamo nel parco naturale di San Rossore a Pisa, un luogo accessibile e votato alla condivisione fra persone normodotate e persone disabili».
A lanciare l’appello è Roberto Guiggiani, presidente della cooperativa Paim Turismo, che proprio all’interno della Tenuta di San Rossore a Pisa, gestisce la “Piaggerta”, una struttura con tre cascinali in restaurati e resi totalmente accessibili ( www.dormirenelparco.it).
«Da noi i ragazzi possono divertirsi insieme, con la possibilità di fare tante attività senza differenze e barriere, anche a cavallo, usufruendo di percorsi accessibili», dice Guiggiani.
«Siamo felici di offrire il pernottamento gratuito per un fine settimana lungo a tutta la classe – aggiunge – certi che le incomprensioni di questi giorni potranno essere gettate alle spalle vivendo giornate di gioia e spensieratezza tutti insieme».
Il caso è stato sollevato da Repubblica.it nel servizio «Milano, studenti accusano la compagna disabile: "Per colpa sua non andiamo in gita"».
Nella scuola, scrive Repubblica, c'è una studentessa diversamente abile al centro di una polemica sgradevole. Qualche ragazzo infatti che ritiene la sua presenza come il motivo per la cancellazione di alcune gite: "Siccome lei è disabile, nessuno potrà andare al pattinaggio o alla giornata di equitazione", è il discorso di corridoio riferito da qualche studente a casa. E sulla mailing list dei genitori della classe ne è nata subito una diatriba.
Dita puntate e toni minacciosi che fanno sobbalzare la mamma della ragazza disabile: «C'è stata anche una rappresentante del consiglio di istituto che consiglia di mandare mia figlia in una scuola speciale per disabili, come si fa all'estero», protesta la signora, abituata da molti anni a fronteggiare l'impresa quotidiana di garantire a sua figlia una vita normale e i diritti fondamentali.
Antonio Scuglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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