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Pisa

POLEMICA DELLA CGIL

«Trasferimenti e favoritismi tra i dipendenti provinciali»

«Trasferimenti e favoritismi tra i dipendenti provinciali»

PISA. «La politica ostenta il suo potere e schiaccia i diritti dei lavoratori». A un passo dal riordino delle Province, mentre il futuro dei circa 400 lavoratori dell'ente di piazza Vittorio si fa...

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PISA. «La politica ostenta il suo potere e schiaccia i diritti dei lavoratori». A un passo dal riordino delle Province, mentre il futuro dei circa 400 lavoratori dell'ente di piazza Vittorio si fa sempre più incerto, la Fp-Cgil di Pisa critica e denuncia l'atteggiamento dei dirigenti della Provincia che, secondo il sindacato, stanno mettendo in campo operazioni poco trasparenti e senza rispettare gli accordi stipulati con le organizzazioni sindacali. Secondo il sindacato il personale dell'ente di piazza Vittorio è «sfiduciato nei confronti della parte politica e spaventato dal modus operandi del direttore generale, assunto dalla politica senza concorso, che ha ingaggiato un braccio di ferro con sindacati e lavoratori».

Uno “scontro” iniziato lo scorso anno sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro, sul contatto decentrato e sulla regolamentazione della mobilità interna. Accusa Marco Menicucci della Fp-Cgil di Pisa: «La Provincia non è stata capace di concludere il contratto decentrato: un accordo da circa 200mila euro. Il direttore generale (nominato dal presidente), ha però preso il premio di produttività per il 2012 (con determina firmata lo scorso luglio) che sembra aggirarsi intorno ai 18-20mila euro. Nel dicembre 2012 abbiamo firmato un accordo per disciplinare la mobilità interna del personale. Da alcuni mesi, invece, in Provincia stanno “sistemando” solo alcuni dipendenti, mettendoli in posizioni di maggiore sicurezza, e non tutti e affidando incarichi fiduciari per migliaia di euro». «Con atti d'imperio – denuncia la Fp-Cgil -, sono inoltre in corso trasferimenti di personale da un ufficio all'altro. Atti non concertati e che probabilmente servono a punire qualcuno e favorire altri». Il sindacato chiede anche maggiore trasparenza, soprattutto «sulle spese del direttore generale (oltre 8mila euro nel 2013) che, a differenza di quelle del presidente (quasi 700 euro), non sono rendicontate, nonostante l'obbligo di trasparenza».

«Il nostro obiettivo – conclude Menicucci - è salvaguardare il personale e non possiamo più accettare questo stato di cose: se qualcuno calpesterà i diritti dei lavoratori ci rivolgeremo anche alla magistratura».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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