Il presidio
«Massima collaborazione con l’autorità giudiziaria»
PISA. Massima collaborazione per fare chiarezza sulla gestione dei fondi. Ma anche un’azione radicale per sistemare le criticità emerse a livello di bilancio e nell’attribuzione di responsabilità...
PISA. Massima collaborazione per fare chiarezza sulla gestione dei fondi. Ma anche un’azione radicale per sistemare le criticità emerse a livello di bilancio e nell’attribuzione di responsabilità sul fronte dirigenziale.
Il presidente dell’Ente Parco, Fabrizio Manfredi sottolinea l’impegno suo, del consiglio direttivo e del direttore Andrea Gennai nell’operazione trasparenza avviata nel momento in cui hanno assunto la guida dell’organismo.
Manfredi mette in fila una serie di iniziative adottate per ripristinare una correttezza finanziaria sulla quale il collegio dei revisori dei conti aveva sollevato più di una rimostranza. Eccole: rimozione del responsabile del servizio finanze e bilancio, destinato temporaneamente ad altro incarico; informazione alla Corte dei conti sullo stato dell'arte sia tramite trasmissione di documenti, sia attraverso un incontro ufficiale; richiesta alla Regione di una forma di commissariamento ad acta - prevista dalle norme regionali in materia di aree protette - per quanto concerne la predisposizione e l'adozione del bilancio consuntivo 2012, e gli adempimenti conseguenti; richiesta alla Regione di una deroga per l'assunzione di un nuovo responsabile del servizio finanze e bilancio.
«Gli organi del Parco – si legge in una nota – hanno attivato le procedure per la predisposizione del bilancio di previsione 2014 - anche tramite il supporto di apposito consulente, individuato con pubblica selezione, in ragione dell'assenza di figure professionali idonee nella dotazione organica dell'Ente Parco - e, su proposta del direttore, definito ed attuato il riassetto della struttura organizzativa dello stesso ente».
Il presidente ci tiene a ribadire che del lavoro di riqualificazione e di rilancio del Parco «non può non far parte anche la piena disponibilità a collaborare con organi giudiziari che ritenessero, autonomamente, di dover indagare su aspetti gestionali della vita pregressa dell'Ente Parco, come sta avvenendo da tempo e con le accelerazioni delle ultime ore su alcuni fronti».
Manfredi precisa che le indagini non sono state "istigate" dagli attuali organi dirigenti del Parco e che non coinvolgono alcun amministratore precedente (il Tirreno non lo ha scritto, ndr). Conclude: «Si auspica che le indagini possano svolgersi nel migliore dei modi e nei tempi più celeri possibile per individuare eventuali abusi o reati commessi, e circoscrivere le responsabilità anche al fine di tutelare l'immagine e l'onorabilità dell'Ente e del personale che in esso da anni lavora con impegno e passione».(p.b.)
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