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Sei pisano se vivi in America e dici: ’un si frigge coll’acqua
Oltre millecento gli utenti Facebook che si sono iscritti al nostro gruppo Il 22 marzo grande festa in piazza dove l’orgoglio cittadino sarà protagonista
PISA. Continua a raccogliere adesioni il gruppo Facebook “Sei pisano se...”, aperto nelle settimane scorse dal Tirreno per stimolare i pisani a “postare” e raccontare tutto ciò di cui il pisano va orgoglioso.
Il gruppo ha superato i 1.100 utenti che, con aneddoti, storie, ricordi, foto e modi di dire, stanno scrivendo un racconto collettivo della città e della storia di Pisa. Una storia che passa anche e soprattutto da quei luoghi, negozi, persone e tradizioni che il tempo ha ormai portato via, ma che continuano a vivere nella memoria dei pisani.
Sei pisano se «hai conosciuto i cinema Italia, Astra e Ariston e anche la signora Italia che vendeva le seme, l'addormentasocere e la rigolizia e quarche vorta i cialini», se «mangiavi la cecina dal Chimenti in via Vittorio» o se «ti ricordi della gelateria Pantera Rosa di Poldo a Marina Di Pisa, che faceva davvero un buon gelato». Luoghi che erano molto più di semplici attività commerciali: simboli di una città che non esiste più.
Sei pisano «se andavi al bar Crott in piazza Garibaldi» o se «compravi le lunkestrai dalla Berta» o, ancora, se «andavi alla Goliardica a compra' penne e libri».
Il tempo ha trasformato la città, senza però riuscire ad intaccare il suo fascino. E allora sei pisano (e non) se «guardando l'Arno e il tramonto dietro la Cittadella ti innamori sempre più di Pisa» o se «ogni volta che attraversi un ponte ti innamori dei Lungarni».
Il gruppo è diventando anche un mezzo per ritrovare vecchi amici e far rivivere la città a chi, ormai, per varie ragioni l'ha lasciata, ma non dimenticata. «Mi sento pisano perché – scrive Andrea Lazzara - anche se sto a Marsala da più di 40 anni e ho perso, ma non del tutto, l'accento pisano, mi inorgoglisco quando qualcuno sentendomi parlare mi chiede: “Ma lei è toscano?”. Io annuisco con piacere, ma con altrettanto piacere e orgoglio preciso: No toscano... Pisano!». Stefania Heuschmidt aggiunge: «Anche a me succede così. Abito in Germania da più di 50 anni ma non ho perso l'accento toscano e quando mi chiedano da dove vengo, dico Pisa, nata in via Santa Maria, a pochi passi dalla più bella torre del mondo». O come scrive Antonio Belli: «Sei pisano se vivi in America e dici sempre “’un si frigge mia coll'acqua”».
Storie che gli utenti del gruppo potranno raccontare in piazza. Per il 22 marzo, il nostro giornale, insieme a Confesercenti, gli operatori commerciali e i residenti di piazza delle Vettovaglie, hanno infatti organizzato la “giornata della pisanità”, una festa in uno dei luoghi simboli della città, piazza delle Vettovaglie, per celebrare Pisa e le sue tradizioni.
Una giornata in cui tutti coloro che vivono il gruppo “Sei pisano se...”, potranno ritrovarsi, nel giorno che apre le celebrazioni del Capodanno pisano, per portare le proprie testimonianze ed ascoltare quelle di storici, vernacolisti e amanti della città. Un appuntamento inserito nella “Notte bianca in rossocrociato” che Confesercenti organizza proprio il 22 marzo e che avrà il suo culmine nello spettacolo pirotecnico sui Lungarni. Piazza delle Vettovaglie diventerà quindi il palcoscenico della pisanità, con gli interventi di storici, esperti di vernacolo, la proiezione di video e immagini e le vostre storie su Pisa e le sue tradizioni.
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