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Ruspe al Bagno Hoasy contro gli abusi Scoppia la polemica
TIRRENIA. Conto alla rovescia per l'intervento di rimozione delle asfaltature e delle altre opere abusivamente realizzate nell'area delle dune di Tirrenia, lungo il viale d'accesso che conduce al...
TIRRENIA. Conto alla rovescia per l'intervento di rimozione delle asfaltature e delle altre opere abusivamente realizzate nell'area delle dune di Tirrenia, lungo il viale d'accesso che conduce al Bagno Hoasy.
Qui, infatti, per conto della proprietà dello stabilimento balneare sono state realizzate negli anni passati prima opere di sbancamento e poi di ampliamento del viale d'accesso e la realizzazione delle aree di sosta, interventi già denunciati da Parco e ambientalisti e al centro delle attenzioni anche di magistratura e polizia municipale, dato che quello delle dune sabbiose è un habitat naturale tanto delicato quanto pregiato ed è da tempo al centro di molti progetti e interventi di tutela.
Ieri la ditta che dovrà svolgere i lavori ha effettuato un primo sopralluogo sul posto, confrontandosi anche con le resistenze della famiglia dei gestori che, secondo quanto riferito in una nota del Comune, «ha cercato d'impedire l'accesso all'area, rendendo necessario l'intervento sul posto di polizia municipale e carabinieri».
Nei prossimi giorni seguirà l'intervento vero e proprio che sarà totalmente a carico della ditta e della proprietà e non comporterà alcun onere per l'amministrazione comunale.
In difesa dello stabilimento balneare interviene Federico Pieragnoli, direttore di Confcommercio: «Non vogliamo entrare nel merito tecnico di una vicenda complessa, ma i gestori del bagno, cointeressati in modo sostanziale al provvedimento, non hanno ricevuto alcuna informazione del meccanismo che stava per essere messo in moto. Solo venerdì mattina hanno ricevuto l'avviso di aprire l'accesso allo stabilimento senza ulteriori motivazioni. L'altro aspetto è che i nostri legali non sono riusciti ancora a visionare il provvedimento formale».
Andrea e Stefano Antonelli, gestori del Bagno Hoasy, aggiungono: «Abbiamo visto arrivare ruspe e camion senza nessun preavviso. Siamo padri di famiglia, abbiamo mogli e figli a carico, questo modo di fare nei nostri confronti lo troviamo incomprensibile. Abbiamo chiesto la sanatoria, siamo disponibili a trovare soluzioni che ci permettano di continuare a lavorare nelle migliori condizioni possibili».
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