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«Prestito sociale, la Regione ha l’obbligo di fare chiarezza»
PISA. Il problema riguarda centinaia di persone a Pisa, tutte quelle escluse dal prestito sociale della Regione nel momento in cui si è capito che non è più possibile restituire i 3.000 euro previsti...
PISA. Il problema riguarda centinaia di persone a Pisa, tutte quelle escluse dal prestito sociale della Regione nel momento in cui si è capito che non è più possibile restituire i 3.000 euro previsti attraverso lo svolgimento di lavori socialmente utili.
Sul problema, sollevato dal nostro giornale la scorsa settimana, interviene Gian Luca Lazzeri, consigliere regionale del Nuovo Centrodestra e componente della Commissione Sanità, il quale ha presentato una interrogazione: «Toscani esclusi dal microcredito, dopo Divina Toscana, siamo di fronte a una nuova pubblicità ingannevole?". Lazzeri vuole «conoscere quali iniziative la Giunta regionale intenda intraprendere per far fronte alla mancanza di chiarezza circa le modalità di restituzione da parte dei richiedenti del progetto regionale di prestito sociale finanziato dalla Regione con 4.695.000 euro».
«Ancora una volta - sottolinea - rischiamo di trovarci davanti a un caso di una campagna di comunicazione ambigua. Fin da settembre 2013 come riportato dall'agenzia di informazione della giunta regionale alla pubblicazione del bando regionale, ai cittadini è stato comunicato che il prestito sociale si sarebbe potuto restituire in alternativa alla forma rateale anche attraverso lo svolgimento di attività socialmente utili. Così le persone hanno fatto domanda confidando in questa modalità di restituzione mentre oggi la giunta aggiusta il tiro facendo un passo indietro affermando che l'attività di volontariato sarebbe solo una rete di sicurezza nel caso il pagamento rateale venisse disatteso».
«È doveroso - conclude Lazzeri - che la giunta si pronunci in maniera ufficiale, facendo chiarezza una volta per tutte sulle modalità di restituzione del prestito sociale».
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