«Pronti a denunciare la Ctt Nord per la sua condotta antisindacale»
Vertenza bus, la minaccia delle organizzazioni dei lavoratori nel caso di disdetta dell’integrativo Gli autisti disposti a sacrifici, ma graduali. Martedì pomeriggio incontro decisivo tra le parti
PISA. I sindacati sono pronti a denunciare la Ctt Nord per comportamento antisindacale, qualora l’azienda arrivasse alla disdetta degli accordi integrativi e applicasse l’accordo unilaterale. L’incontro è previsto per martedì pomeriggio, ennesima puntata di una trattativa che va avanti da oltre un anno. E ieri, in conferenza stampa, Giuseppe Caporaso (Fit Cisl) con Fabrizio Genovesi e Roberto Galeotti (entrambi Faisa Cisa) hanno esposto la proposta quasi unitaria (ci sono Cgil, Cisl, Faisa e Ugl, manca Uil) con cui si presenteranno al tavolo. La Ctt Nord, consorzio del trasporto pubblico urbano che riunisce le ex municipalizzate di Pisa, Livorno e Lucca, ha chiuso il 2013 con un rosso di 5,5 milioni e «intende recuperare dov’è più facile tagliare, cioè sul costo del personale che rappresenta il 60% della spesa totale», denunciano i sindacalisti. Che non contestano «i sacrifici: sono anni che li facciamo»; ma lamentano il differente trattamento che tocca a loro rispetto alle altre aziende e la peculiarità della nostra realtà, che non permette di fare economie altrove possibili. La Regione, infatti, in vista del bando unico per tutta la Toscana, ha fissato i parametri standard: 1,90 euro a chilometro di rimborso pubblico e 260 giorni di presenza all’anno per ogni dipendente. Ctt Nord ora si attesta a 2,30 euro e 240 giorni; ma i suoi lavoratori non ci stanno a passare per fannulloni o privilegiati, anzi provano a spiegare: «Intanto in tutta la regione solo la ex Sita rientra in quei numeri. Poi il rimborso chilometrico è molto più alto per il trasporto urbano – e l’Ataf di Firenze fa quasi solo quel tipo di traffico – mentre noi abbiamo lunghissime tratte extraurbane». Ancora, per restare al confronto con la città del Giglio: «Lì le corsie preferenziali sono piene di telecamere e chi sgarra è multato; qui da noi, in viale Gramsci per dirne una, si usano per parcheggiare. Così crollano velocità media del traffico e nostra produttività». Di fronte a tutto ciò, la proposta dei sindacati è salire un po’ alla volta da 240 giorni a 260 («e facciamo presente che faremo di più a condizioni economiche peggiori»); mentre Ctt Nord sembra orientata a uno scatto secco senza gradualità. Per ottenerlo, martedì potrebbe tagliare 250 euro al mese sul salario e disdire gli accordi integrativi, che prevedono una serie di tutele: donazione del sangue, maternità e permessi della legge 104 – tutte agevolazioni usate dai giovani – diventerebbero assenze, con il risultato che gli anziani risulterebbero più presenti, seppur meno in salute. Da questa scelta unilaterale nasce l’idea della denuncia. Le malattie professionali sono un altro problema scottante: dossi che si ripercuotono sulla schiena, visti i mezzi vecchi; orari irregolari dei pasti; impossibilità di usare il bagno al volante; stress della guida. Tutto ciò comporta un lavoro usurante cui si aggiunge che il turno pagato è 6 ore e 40 minuti di guida netti, in cui non è ammesso ritardo («mentre gli impiegati hanno la flessibilità»); ma che con le pause obbligatorie «di chiacchierate forzate» diventano anche 12 ore al giorno.
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