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centinaia gli esclusi

Partiti solo sei finanziamenti con restituzione in contanti

Partiti solo sei finanziamenti con restituzione in contanti

PISA. Ieri sono partiti i primi sei prestiti sociali; inoltre la Regione ha chiesto a tutti i centri d’ascolto di aggiornare i database con i progetti dei candidati. La prima è (quasi) una buona...

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PISA. Ieri sono partiti i primi sei prestiti sociali; inoltre la Regione ha chiesto a tutti i centri d’ascolto di aggiornare i database con i progetti dei candidati.

La prima è (quasi) una buona notizia: ci sono le prime sei erogazioni finanziare, cioè sei progetti sono stati valutati meritevoli del prestito fino a un massimo di 3mila euro ciascuno. Impossibile conoscere i dettagli, cioè quanto hanno preso i sei vincitori e per quale progetto: questo perché si tratta di operazioni riservate. Solo i dati aggregati saranno noti alla fine del bando, per tutelare la privacy. In ogni caso, i sei progetti partiti prevedono restituzione in denaro, visto che quella attraverso lavoro socialmente utile per il momento è “sparita”.

La seconda è (forse) una buona notizia. I centri d’ascolto sono i presìdi territoriali del terzo settore, che hanno il compito di valutare la condizione dei destinatari del prestito: nell’area pisana si tratta di Caritas diocesana, diretta da don Emanuele Morelli che coordina gli altri partner, ossia Pubblica assistenza di Pisa e del Litorale, Arci, Acli, Misericordie (Pisa, Navacchio, Cascina, Calci, Latignano e Vicopisano) e Società della salute.

Ieri mattina hanno ricevuto per email l’invito ad aggiornare la situazione delle domande presentante, in vista di un incontro che si terrà a Firenze la settimana prossima: ufficialmente servirà a «omogeneizzare» l’attività dei diversi centri d’ascolto, per evitare che in province diverse ci si comporti in modo diverso. Tra le righe, tuttavia, si intravede un tentativo di modificare in corsa gli indirizzi e ritornare in modo ufficiale alla restituzione del prestito anche tramite lo svolgimento di attività socialmente utili. Nell’area pisana sono circa 400 le domande, più un centinaio di scoraggiati che hanno rinunciato dopo aver saputo che quella modalità di restituzione era stata cancellata. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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