«Il rimborso con volontariato lo decidono le associazioni»
PISA. «La restituzione con attività sociale è possibile ed è rimessa alla valutazione del soggetto del terzo settore titolare del progetto di prestito sociale sviluppato attraverso la rete dei centri...
PISA. «La restituzione con attività sociale è possibile ed è rimessa alla valutazione del soggetto del terzo settore titolare del progetto di prestito sociale sviluppato attraverso la rete dei centri di ascolto». In una nota, la segreteria dell’assessore regionale al Welfare, Salvatore Allocca, risponde così sul tema del prestito sociale negato; e se si fermasse qui, sembrerebbe quasi una smentita, che restituisce il cerino della responsabilità a Caritas & Co. Ma il testo prosegue: «La valutazione deve tener conto della finalità del progetto di consentire il superamento di una situazione di difficoltà temporanea e contingente che quindi implica in via ordinaria una capacità di restituzione monetaria». Tradotto, diventa: solo chi “in via ordinaria” ha un lavoro può offrire garanzie di restituire i soldi; li prestiamo perché c’è un problema “temporaneo e contingente”, in modo che si risollevi. Ma fare attività socialmente utili è solo un miraggio, un’ultima istanza che non deve essere messa in conto al momento di presentare il progetto, quanto servire per sdebitarsi moralmente se il “temporaneo e contingente” dovesse prolungarsi nel tempo.
Di fatto sono tagliati fuori tutti quelli che non lavorano e che con il prestito sociale potevano in qualunque modo provare a iniziare un’attività (esempio: un notaio chiede mille euro per il passaggio di licenza, anche se il bancarellaio che aveva il posto in Logge dei Banchi la vuole regalare). Non solo: pure chi lavora, con tutti questi paletti, è difficile che acceda al prestito. La “ratio ispiratrice” della Regione è nobile: se i 3mila euro rientrano, si possono affidare a un nuovo caso umano; se non tornano, è stata aiutata una sola persona. Ecco perché al primo giro di colloqui, nessuno dei 500 candidati ha avuto il prestito. Ora si lasciano inutilizzati i 150mila euro stanziati o si cambia indirizzo? (g.c.)
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