Il Tirreno

Pisa

«Via le slot dal negozio per proteggere i bimbi»

di Monia Badalamenti

La scelta “etica” di due commercianti che hanno rilevato una cartoleria «Sarebbe stato diseducativo far vedere i giocatori ai nostri piccoli clienti»

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SAN GIULIANO. Il vento dell’etica spazza via altre due slot machine da San Giuliano Terme. Dopo l’aut aut della nuova gestione del circolo Arci di Pontasserchio, che non ha esitato a esigere la rimozione delle slot, è la volta di un’attività privata. Le due sorelle Foà, Valentina, la più giovane, e Uliva sono da pochi mesi le nuove proprietarie dell’edicola di fronte al ponticello che attraversa il fosso mediceo del capoluogo termale e non hanno dubbi.

«Quando abbiamo rilevato l’attività abbiamo chiesto subito che venissero portate via le macchinette – afferma Valentina – noi, oltre all’attività di edicola facciamo anche cartoleria e articoli per la scuola. I nostri piccoli clienti, bambini delle scuole, entrano già alle 8 del mattino, sarebbe molto diseducativo per loro vedere i giocatori all’opera a inizio giornata».

Infatti chi gioca alle slot inizia molto presto al mattino, come ricorda Valentina. Non si lamentano degli affari, le due sorelle, che definiscono San Giuliano un luogo abbastanza vivace per il loro commercio.

«La gente del posto che conosce l’edicola, è sembrata gradire la nostra decisione – continua Foà – sia i più anziani che i più giovani».

Una scelta etica l'hanno definita. E si tratta davvero di posizioni ben delineate quando si parla di gioco: c'è chi rifiuta di guadagnare su una condizione di disagio che diventa anche sociale. Per questo il movimento contro il gioco d’azzardo prende piede sempre di più sia a livello nazionale che locale. Si tratta di una vera e propria dipendenza che induce a sperperare il denaro nel gioco. Secondo Azzardopoli, la ricerca di Libera sul fenomeno del gioco d’azzardo in Italia, i numeri sono allarmanti e il quadro è desolante: i giocatori a rischio sono 800mila; in aumento così i costi del sistema sanitario e il ricorso all’usura (il 40% delle vittime di usura sono debitori di gioco) nonché le separazioni e le divisioni familiari per causa di tale dipendenza o la perdita del posto di lavoro. Senza contare l'alto potenziale di infiltrazioni mafiose nella gestione dei giochi.

La provincia di Pisa, secondo le statistiche, risulta tra le più a rischio a livello regionale. Gli italiani, informa Azzardopoli, spendono circa 85 miliardi di euro annui nel gioco e nel 2013 hanno perso circa 20 miliardi di euro. Un po’ meno della metà è andata allo Stato con gratta e vinci e lotterie varie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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