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Dal concerto di Lady Gaga al posto in Google France
La storia di un giovane pisano che è emigrato a Parigi Tutto è cominciato con il regalo degli amici dopo la laurea
PISA. Quando si dice il destino. Ricordate le due porte della metropolitana newyorkese del film Sliding Doors, che scorrendo a destra o a sinistra aprirono alla protagonista la possibilità di vivere due vite opposte? Stavolta il caso è legato a un concerto, quello di Lady Gaga, a Milano, ottobre 2012. Filippo Cau, classe 1989, si è appena laureato a Pisa in Comunicazione Pubblica, Sociale e d'Impresa. I suoi amici optano per un regalo davvero speciale: due biglietti per l'imminente concerto di Lady Gaga. Purtroppo la data è sold out, ma si fa in tempo per quella di Parigi, in settembre.
«Ho chiesto a mio padre di svuotare tutta l'aria dal piccolo bagaglio concesso da Ryanair perché probabilmente mi sarei trattenuto qualche giorno in più. E naturalmente biglietto di sola andata», ha raccontato Filippo. Nella tasca del trolley il neo dottore aveva in realtà una lista di aziende da contattare e decine di curricula da inviare. Dalla capitale francese Cau non è rientrato se non per le ultime festività natalizie.
Da aprile 2013 lavora infatti per Google France, come Facilityes Event Assistant, con contratto a tempo indeterminato, 26.000 euro annui lordi.
Come ha fatto a raggiungere in così breve tempo un'azienda così ambita è lui a spiegarlo: «Mi appoggiai a mia sorella che abita a Parigi e il giorno dopo il concerto iniziai a darmi da fare. Il 1° ottobre firmai il mio primo contratto di sei mesi: un posto di commesso in una boutique di lusso sugli Champs Elysées. La ricerca di un lavoro più adeguato al mio profilo non si fermò e contattai un'agenzia interinale che mi propose un posto di assistente dell'event coordinator per una grossa società. Durante il primo colloquio scoprii di avere per la mani una grandissima occasione! Ero nella sede di Google France e mi stavano proponendo un posto negli eventi, la mia più grande passione, non potevo bruciarla. Dopo aver superato quattro colloqui, il 14 fui assunto: tre mesi di prova e poi ad aprile il contratto a tempo indeterminato».
Cagliaritano di nascita, Filippo è cresciuto a Pisa dove ha frequentato il liceo Buonarroti. Malgrado la giovane età Cau aveva già avuto esperienze in contesti internazionali giovanili: negli anni del liceo aveva collaborato con l'Eyp (European Youth Parliament) come delegato per due edizioni e organizer per altre due. La conoscenza del francese, dell'inglese e dello spagnolo sono state un'ottima credenziale per accedere ad un incarico che prevede il continuo interfacciarsi con persone di venti diverse nazionalità.
Ma se i livelli di disoccupazione sono sempre più elevati anche in Francia, come ha fatto a battere la concorrenza, che immaginiamo fosse agguerrita? «Ho trovato lavoro subito - replica Filippo - perché ero pronto ad accettare tutti i tipi di impiego. Quando si è motivati si possono aprire un sacco di porte, anche là dove non te lo aspetteresti mai. Le capacità relazionali lì contano tantissimo. Mai mi sono vergognato di chiedere, di proporre, di mettermi in mostra».
È questione di sapersi vendere e cercare di tirare fuori il dettaglio che elimina la concorrenza. «Non saprei, forse un cocktail di fortuna e merito; le lingue; il desiderio di restare in quella città che conoscevo già».
Per vivere Cau spende circa 1000 euro al mese tra affitto e bollette, 70 per i trasporti. Ciò che resta, circa 800 euro, serve per i divertimenti e per i viaggi, naturalmente low cost. Riesce perfino a mettere qualcosa da parte.
«In Francia i contratti sono principalmente di due tipi Cdd (durata determinata) e Cdi (durata indeterminata). In entrambi i casi i trasporti sono rimborsati (al 50% o integralmente), spesso al lavoratore è estesa l'assicurazione sanitaria della società (rimborso di tutte le spese mediche)».
Per il suo futuro Cau assicura che non intende lasciare la Torre Eiffel per tornare a quella Pendente, perché potrebbe addirittura accettare altre proposte più vantaggiose. Un consiglio per i suoi giovani colleghi però non può mancare. «Ai giovani laureati suggerisco di prendere la valigia e partire - sentenzia - Non abbiate paura di lasciare la vita comoda, la solitudine non durerà per molto perchè si creano bellissime amicizie .Inoltre consiglio vivamente - conclude Cau - di studiare le lingue, non fermandosi alla conoscenza scolastica e di proseguire oltre la laurea breve con titoli, stage, masters. Perché, almeno Oltralpe, la griglia salariale tiene conto nell'ordine: del titolo di studio, dell'età e dell'esperienza lavorativa».
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